Conclusioni
Il largo consumo confezionato chiude il 2025 con un quadro complessivamente positivo, sostenuto da una domanda in crescita e da comportamenti d’acquisto maggiormente orientati alla ricerca di valore. La progressiva stabilizzazione della dinamica inflattiva ha favorito un rinnovato equilibrio dei consumi, mentre la promozione si conferma leva di qualità più che di quantità, con livelli di efficacia in miglioramento.
In questo contesto, il livello di out-of-stock si consolida al minimo storico del 3,4%, migliorando lievemente il profilo di efficienza già raggiunto nel 2024. Tutti i canali della distribuzione moderna hanno contribuito a questo risultato, con ipermercati e supermercati che confermano una gestione sempre più stabile e controllata dello stock. Anche nelle fasi più critiche dell’anno — come l’estate e i periodi festivi — il sistema ha dimostrato maggiore resilienza, evitando i picchi osservati negli anni precedenti.
Dal punto di vista merceologico, il 2025 mostra un miglioramento diffuso: la maggior parte dei reparti del largo consumo registra infatti una riduzione dell’incidenza di out-of-stock, con segnali positivi anche nelle categorie più sensibili alla stagionalità. La stabilità dell’ortofrutta, pur con picchi concentrati, conferma una migliore gestione complessiva nel resto dell’anno.
Sul versante economico, le vendite perse si attestano al 4,6%, proseguendo nel trend discendente dell’ultimo triennio. Il rapporto tra vendite perse e out-of-stock evidenzia come l’indisponibilità colpisca soprattutto prodotti di maggior valore medio, con un indice superiore a 1 in quasi tutti i reparti.
La lettura incrociata tra dinamiche di volume e livelli di OOS evidenzia aree ancora eterogenee: accanto a categorie che hanno saputo migliorare l’efficienza pur crescendo in volumi, permangono alcuni comparti in difficoltà che mostrano un aumento dell’out-of-stock nonostante la contrazione della domanda. Rimane pertanto essenziale continuare a lavorare in logica di filiera, valorizzando dati granulari e soluzioni condivise per ridurre le inefficienze strutturali.
Guardando avanti, il 2026 si prospetta come un anno di ulteriore complessità: l’evoluzione dei prezzi, l’instabilità macroeconomica, la continua trasformazione degli stili di consumo e la pressione sulle reti logistiche richiederanno un livello ancora più elevato di pianificazione e sincronizzazione tra Industria e Distribuzione.
La capacità di leggere i dati in tempo reale, anticipare la domanda unita a un utilizzo sempre più esteso di dati granulari e soluzioni predittive, rappresenterà una leva fondamentale per sostenere la crescita, ridurre le inefficienze e migliorare ulteriormente i livelli di servizio al consumatore