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IA nella GDO: le priorità per creare valore

L’intelligenza artificiale entra nella GDO, ma per produrre risultati concreti richiede dati affidabili, standard interoperabili, competenze e una strategia capace di integrarla nei processi aziendali. Da Retail Tech 2026

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L’IA (intelligenza artificiale) è una tecnologia sempre più presente anche nel mondo retail, per cui rappresenta un supporto per gestire la grande quantità di dati e di prezzi, la previsione della domanda, il monitoraggio delle scorte, ecc. La sfida è trasformarla in un valore concreto e misurabile.

Dunque, come governare e integrare l’IA nei processi aziendali senza inseguire l'innovazione fine a sé stessa? È stata questa la domanda al centro del Retail Tech 2026, il primo evento della joint venture Aton GTN.

L'adozione dell'IA resta una sfida

Nel corso dell’evento, Matteo Sinigaglia, Direttore generale di Fòrema, e Giulia Stefano, Product prototyper di Aton, hanno presentato l’indagine “AI nella GDO, che ha coinvolto un campione di 70 primarie aziende del settore.

Una sola azienda dichiara di aver adottato su scala industriale dell’IA a fronte di un 68% delle imprese che dichiara di essere immerso in fasi di esplorazione o di sperimentazione attiva. Tra le aziende intervistate, il 12% afferma di aver adottato l’IA con benefici concreti, anche se il beneficio più diffuso è ancora “da dimostrare”. Tra quelli effettivi ci sono la riduzione dei costi operativi, la migliore disponibilità a scaffale, la riduzione di perdite, sprechi e tempi decisionali.

Dalla ricerca, poi, risultano ancora evidenti barriere organizzative più che tecnologiche. In primis, mancano le competenze interne e una cultura organizzativa. Le imprese, inoltre, rimarcano la necessità di modelli di valutazione più solidi per ROI (Return On Investment, ritorno sull'investimento, ndr), costi e vendor. Di conseguenza, tra le priorità ci sono: l’aumento della produttività e della qualità del lavoro delle funzioni centrali, il miglioramento di forecasting, promozioni, pricing e supply chain. Infine, emerge l’esigenza di portare l’IA nel negozio e nella relazione omnicanale.

Cambio di mindset

L’IA non è solo tecnologia e opportunità: richiede anche attenzione alla trasparenza, alla sicurezza, ai dati, alla qualità degli output e alla conformità normativa, come ha sottolineato Valeria Lazzaroli, Presidente di Fondazione E.N.I.A. Aspetti che diventano ancora più rilevanti per la GDO alla luce dell'IA Act, il regolamento UE sull’intelligenza artificiale, che non va inteso come un freno all’innovazione, ma come uno stimolo a innovare in modo sicuro e conforme alle regole.

Anche alla luce dell’IA Act, quindi, servono competenze, formazione, cultura del dato e capacità di ridisegnare i processi. Ed è su questi aspetti che si sono soffermati gli interventi di Antonio Capodieci, Esperto transizione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Docente di sistemi informativi all’Università del Salento, secondo cui la trasformazione digitale è un imperativo strategico, ma per farla serve un cambio di mindset; e di Andrea Benedetti, Senior solution engineer data & IA di Microsoft Italia, per cui l’IA produce valore quando cambia il modo in cui le organizzazioni lavorano, decidono, misurano e reagiscono.

Piero Pescangegno, COO di Aton, a sua volta, ha sottolineato che il valore dell’IA dipende dalla qualità dei dati: solo informazioni affidabili, interoperabili e accessibili, supportate da architetture API-first, integrazione tra piattaforme e standard condivisi, consentono di governare la complessità della GDO, fornendo un supporto concreto ai processi decisionali.

Enzo Tumminaro, Regional sales director di Zebra Technologies, e Rosario Casillo, Executive vice president of data captureproduct and solutions di Datalogic, hanno spostato l’attenzione sul punto vendita. Tumminaro ha parlato del ruolo delle tecnologie emergenti: dall’IA generativa e predittiva alla machine vision (visione aritficiale), fino a body cam, robotica, sistemi mobile e data capture avanzato, come strumenti per aumentare efficienza e sicurezza negli store. Casillo ha invece affrontato il tema della loss prevention, evidenziando come l’IA e i sistemi avanzati di data capture possano aiutare a prevenire perdite, identificare anomalie e migliorare la visibilità sulle operazioni.

Le basi dell’Agentic commerce con gli standard GS1

Un altro tema centrale è stato il ruolo degli standard GS1 nell’era dell’Agentic commerce, uno scenario in cui agenti IA e sistemi automatizzati contribuiranno sempre più alla ricerca, al confronto e all’acquisto dei prodotti.

Strumenti come il GS1 GTIN, che identifica univocamente ogni prodotto, GS1 Digital Link, che collega il prodotto fisico alle informazioni disponibili online, e GS1 Web Vocabulary, che rende questi dati leggibili dalle "macchine" e dagli agenti IA, consentono di trasformare ingredienti, allergeni, certificazioni, dati nutrizionali e informazioni di sostenibilità in contenuti interoperabili e facilmente accessibili. Un’evoluzione che non riguarda solo l’innovazione tecnologica, ma prepara aziende e distributori ai nuovi ecosistemi digitali in cui matureranno le decisioni d'acquisto.

«È fondamentale che le aziende si concentrino sulla qualità e sulla strutturazione delle informazioni relative ai propri prodotti, utilizzando gli strumenti standard già disponibili. Solo così è possibile non rimanere invisibili agli occhi degli agenti IA e degli agenti e-commerce», ha affermato Andrea Ausili, CIO standards & innovation director di GS1 Italy.

Tra incentivi e il bisogno di soluzioni integrabili

Gli incentivi fiscali a supporto degli investimenti tecnologici sono stati l’oggetto dell’intervento di Francesca Rossetto, Smart factory manager di Fòrema, che ha evidenziato come, se inseriti in una strategia di innovazione ben definita, possano favorire progetti concreti nel retail, dalla logistica all'IA, con ritorni economici misurabili.

L’evento si è poi concluso con una tavola rotonda a cui hanno partecipato Alessandro Buoso, Chief operations development officer di Crai Secom, e Damiano Paggiaro, Responsabile sistemi informativi di DMO, che hanno confermato l’interesse dalla GDO a discutere di IA. Sono però necessarie soluzioni concrete, sostenibili e realmente integrabili nei modelli organizzativi.

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