Consumi e imprese - settembre 2026
Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da alcuni segnali di ripresa dei livelli produttivi nell’Industria. Tuttavia, si tratta di segnali che hanno interessato prevalentemente i comparti produttori di beni intermedi o strumentali, mentre i settori produttori di beni di consumo non hanno ancora mostrato segnali di ripresa.
Nonostante la variazione positiva della produzione di beni di consumo nel mese di luglio (+2,1% rispetto a giugno), il comparto versa ancora in una situazione di difficoltà. Nei primi sette mesi del 2026, difatti, i livelli produttivi sono risultati di quasi il 3% inferiori rispetto allo stesso periodo del 2025. Le contrazioni maggiori interessano il settore dell’abbigliamento (-3,1%), la pelletteria (-5,1%), il mobile (-5,8%), gli elettrodomestici (-7,6%), i prodotti per la pulizia della casa (-10,7%). Al contrario, nello stesso periodo sono risultati in aumento i livelli produttivi nella farmaceutica (+4%), e nei settori produttori di articoli sportivi (+12%), di prodotti per le telecomunicazioni (+13%), e soprattutto nel settore dell’automobile (+21%), comparto in cui è iniziata da diversi mesi una fase di ripresa dopo la caduta registrata negli anni precedenti.
È risultata più positiva invece l’attività in alcuni settori dei servizi alle famiglie. I dati Istat evidenziano nel secondo trimestre dell’anno un aumento del fatturato, espresso in volume, dell’1,9% rispetto al primo trimestre per il settore delle attività editoriali e audiovisive, dello 0,7% nel settore delle telecomunicazioni. Si registrano aumenti anche in alcuni settori legati al turismo, come quello del trasporto aereo (+9,2%), e dei servizi di alloggio (+1,4%). La crescita riflette del resto l’aumento delle presenze turistiche in Italia, cresciute del 3,9% nello stesso periodo. A tale aumento ha contribuito sia l’espansione delle presenze da parte di turisti stranieri (+4,6%), sia del turismo interno (+2,7%). La tenuta del turismo nella prima metà dell’anno rappresenta un punto importante, dato che sono state scongiurate le ipotesi più sfavorevoli che vedevano una riduzione dei flussi in seguito allo scoppio del conflitto in Iran, legate ai rincari dei costi dei trasporti aerei e ai minori arrivi dai paesi del Golfo. Inoltre, a giudicare dall’andamento del clima di fiducia delle imprese del turismo, l’andamento positivo dell’attività sarebbe proseguito anche nei mesi estivi.
Figura 3 - Produzione industriale, settori dei beni di consumo
Figura 4 - Clima di fiducia, imprese del turismo
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