Consumi e famiglie - settembre 2026
I dati di Contabilità Nazionale pubblicati dall’Istat a inizio settembre relativi al secondo trimestre dell’anno hanno evidenziato un andamento dell’economia italiana che si mantiene su ritmi di crescita contenuti, in linea con gli andamenti degli anni passati. D’altra parte, si tratta comunque di risultati migliori rispetto alle ipotesi formulate ad inizio anno, che incorporavano un maggior impatto della guerra in Iran sulle prospettive di crescita.
In particolare, il Pil nel secondo trimestre 2026 è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, anche grazie alla spinta dei consumi delle famiglie, aumentati dello 0,4%. Anche nel primo trimestre l’andamento dei consumi aveva sorpreso in positivo (+0,5%), registrando quindi dei primi segnali di accelerazione rispetto ai ritmi di crescita più moderati dei trimestri precedenti. Nel confronto con il livello dello scorso anno, la crescita della spesa delle famiglie si è quindi assestata intorno all’1%.
La crescita nel trimestre ha interessato in misura maggiore la componente dei servizi (+0,4%) rispetto ai beni (+0,2%), al pari di quanto già emerso nel trimestre precedente. Tra i beni, è risultata in aumento la spesa per durevoli (+0,9%), la quarta variazione positiva consecutiva, riflettendo l’andamento positivo degli acquisti di autovetture e di elettrodomestici (i relativi dati saranno discussi nella successiva sezione dedicata alla distribuzione commerciale). La crescita è stata più contenuta per i semidurevoli (+0,4%), mentre sono rimasti stazionari gli acquisti di non durevoli, penalizzati dalla debolezza dei consumi alimentari e, probabilmente, da alcuni fenomeni di contenimento dei consumi energetici in seguito ai rincari dei mesi primaverili causati dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente.
Da un lato la crescita dei consumi risulta favorita dagli andamenti ancora positivi del mercato del lavoro, ma dall’altro appare tuttavia in controtendenza rispetto ad altri dati che invece suggerivano un’evoluzione più sfavorevole. In primis, le indicazioni provenienti dalle indagini congiunturali dell’Istat presso i consumatori, che avevano evidenziato una caduta del clima di fiducia delle famiglie in seguito allo scoppio del conflitto, a cui ha fatto seguito un recupero solamente parziale nei mesi più recenti.
Inoltre, anche i primi segnali di rialzo dell’inflazione sembravano anticipare un rallentamento dei consumi. A partire dal mese di aprile la dinamica dei prezzi si è riportata su valori prossimi al 3% (3,3% in agosto). Va però anche detto che gli aumenti risultano al momento ancora concentrati nelle componenti più legate all’energia, come le utenze domestiche e carburanti (8,8%) e i trasporti (6%), senza effetti di rilievo sulle altre principali componenti del paniere.
Il potere d’acquisto dei salari ha quindi registrato una lieve contrazione nel trimestre, interrompendo la ripresa avviata negli anni precedenti, restando quindi su livelli ancora inferiori rispetto ai livelli pre-pandemia.
L’aumento della spesa per consumi a fronte della frenata dei salari evidenzia quindi nel trimestre una probabile riduzione del tasso di risparmio delle famiglie. L’evoluzione del tasso di risparmio in prospettiva presenta ancora margini di incertezza: nei prossimi trimestri le famiglie potrebbero essere incentivate a risparmiare sia a seguito degli aumenti dei tassi di interesse, sia come risposta all’incertezza sul quadro economico internazionale, che rimane elevata.
Su questo aspetto, gli accordi di giugno tra USA e Iran avevano permesso una prima e parziale riapertura dei transiti navali nello stretto di Hormuz, avvalorando l’ipotesi di un avvio delle trattative verso una soluzione più duratura del conflitto. Il riaccendersi delle tensioni nelle ultime settimane, d’altra parte, ha portato ad un nuovo rialzo delle quotazioni del petrolio, dopo il rientro avutosi tra i mesi di giugno e luglio. Si mantiene quindi elevata l’incertezza, come anche le pressioni al rialzo sull’inflazione, fattori che potrebbero avere impatti negativi sulle decisioni di spesa da parte delle famiglie nei prossimi mesi.
Figura 1 - Consumi delle famiglie
Figura 2 - Attese sulla situazione economica delle famiglie
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