Sempre meno bambini in Italia. Un trend che si conferma, anno dopo anno e che non sembra arrestarsi, come emerge dall’emerge dall’analisi annuale dell’Istat sulla natalità nel nostro paese.
Nel 2025, infatti, le nascite sono scese a 355.772 (-14.000), segnando un decremento del 3,8% rispetto all’anno precedente, oltre che il minimo storico.
La percentuale diventa ancora più significativa se raffrontata con il 2008: in diciassette anni il calo delle nascite sfiora il 40% (-38,8%). E il 2026 non fa ben sperare. I dati relativi ai primi sette mesi dell’anno, seppur provvisori, segnano un ulteriore diminuzione: -1,1% (-2.000 nati) rispetto allo stesso periodo del 2025.
Meno figli per italiane e straniere
Al calo delle nascite corrisponde anche una diminuzione del numero medio di figli per donna (1,14), minimo storico come il numero dei nuovi nati. A fare meno figli non sono solo le donne italiane, ma anche quelle straniere. Nello specifico, la fecondità delle prime passa da 1,11 del 2024 a 1,07, mentre per le seconde si attesta a 1,74 in diminuzione rispetto all’anno precedente (1,81). A livello territoriale, la Sardegna registra il valore più basso (0,8), mentre la provincia di Bolzano quello più alto (1,54).
La contrazione delle nascite nel 2025 riguarda primogeniti e non. A diminuire maggiormente sono i secondi figli, scesi a 127.479 (-4,8%), seguiti dai primogeniti, pari a 174.842 (-3,7%). Più contenuta la flessione per i figli di terzo ordine e successivi, che si attestano a 53.451 (-2,1%).
Ma perché la natalità è in continuo decremento? Le ragioni si confermano le stesse del 2024:
- L’allungarsi dei tempi di formazione.
- La precarietà occupazionale dei giovani.
- Le difficoltà nel trovare o permettersi un’abitazione, i cui costi negli ultimi anni sono cresciuti in maniera esponenziale.
A queste si aggiungono:
- Le difficoltà nel conciliare lavoro e famiglia.
- La scelta di posticipare o rinunciare alla genitorialità per dedicarsi a progettualità alternative all’avere figli.
Mamme sempre più adulte
Mentre natalità e fecondità continuano a diminuire, si sposta in avanti anche l’età in cui si diventa madri. Nel 2025, le donne che hanno avuto il primo figlio avevano in media 32,7 anni. La tendenza alla maternità tardiva riguarda sia le italiane sia le straniere, sebbene con valori differenti: per le prime, l’età media al parto raggiunge i 33,2 anni, in aumento rispetto ai 33,1 del 2024; per le seconde sale a 29,9 anni, contro i 29,7 dell’anno precedente.
Il livello di istruzione evidenzia ulteriori differenze nei percorsi riproduttivi. Le donne laureate hanno in media 1,09 figli e diventano madri a 34,9 anni, mentre tra quelle con la licenza media la fecondità sale a 1,58 figli per donna e l’età media al parto scende a 29,7 anni.
Nati da coppie miste in aumento
Il calo delle nascite nel 2025 interessa sia le famiglie italiane sia quelle straniere, ma con intensità differenti. I bambini nati da genitori italiani, che rappresentano il 77,4% del totale, sono 275.330, in diminuzione del 4,8% rispetto al 2024 e del 42,6% rispetto al 2008. Tra le coppie con entrambi i genitori stranieri, le nascite scendono invece a 49.002, con una flessione del 3,1% su base annua e del 38,7% rispetto al 2012, anno in cui avevano raggiunto il valore massimo.
Segue un andamento diverso il fenomeno delle coppie miste, formate da un genitore italiano e uno straniero. Nel 2025 i nati sono 31.440, pari all’8,8% del totale, in crescita del 4,2% rispetto all’anno precedente. L’aumento, in atto dal 2020, porta a quasi un bambino su dieci la quota di nati da coppie miste.
Cambiano anche le modalità di formazione della famiglia. Nel 2025, il 44,1% dei bambini è nato fuori dal matrimonio, una quota in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto al 2024 e di 24,4 punti rispetto al 2008. La tendenza è particolarmente evidente tra le generazioni più giovani e riflette i nuovi modi di progettare e crearsi una famiglia. In questo quadro si inserisce anche la crescente diffusione del doppio cognome, attribuito al 7,3% dei nati.