Economia e consumi Largo consumo

Spese per consumi nel 2025 all’insegna della stabilità

L’Istat fotografa un anno sostanzialmente in linea con l’andamento del 2024. La spesa media mensile delle famiglie si attesta sui 2.782 euro, mentre il 29,4% ha limitato gli acquisti alimentari

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Stabilità, ovvero sostanziale prudenza: è quanto emerge dalla consueta analisi di Istat sui consumi degli italiani. Lo scorso anno la spesa media mensile per consumi delle famiglie è pari, in valori correnti, a 2.782 euro e risulta in linea rispetto al 2024 (2.755 euro), a fronte di un’inflazione tutto sommato moderata, pari all’1,6%.

Quasi un terzo delle famiglie (29,4%) ha limitato la spesa per cibo rispetto al 2024, riducendo la quantità o la qualità dei prodotti acquistati (era il 31,1% nel 2024); un terzo delle famiglie ha limitato quella per bevande (33,8%, dal 35,3% del 2024).

Nel Nord-Est la spesa è del 39,3% superiore a quella registrata nel Sud (rispettivamente 3.087 euro contro 2.215 euro). La spesa delle famiglie composte da italiani supera di un terzo (+37,8%) quella dei nuclei familiari con stranieri: in media 2.859 euro vs 2.074 euro al mese.

Molte le voci in crescita

Rispetto al 2024, risultano in crescita le spese delle famiglie per l’acquisto di prodotti alimentari e bevande analcoliche, che passano da 533 a 552 euro mensili (+3,6%) anche per effetto dell’aumento dei prezzi (+3,0% vs il +2,5% del 2024). Nel dettaglio, crescono significativamente le spese destinate a caffè (+14,6%), acqua (+8,3%), pesce (+7,8%), oli e grassi (+6,7%), tè e infusi (+6,7%), carne (+5,4%), latte, altri prodotti lattiero-caseari e uova (+4,2%).

La spesa non alimentare è invece all’insegna della stabilità rispetto all’anno precedente ed è pari in media a 2.230 euro mensili: rappresenta l’80,2% della spesa totale e varia tra i 2.533 euro nel Nord-Est e i 1.652 nel Sud. Le voci che pesano di più sul bilancio familiare continuano ad essere quelle relative ad abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (36,0%) e ai trasporti (10,6%). Segue la spesa per servizi di ristorazione e di alloggio (5,9%, come nel 2024) e quella per beni e servizi per la cura della persona, servizi di protezione sociale e altri beni e servizi (4,7%).

Rispetto al Centro-Nord, la spesa delle famiglie residenti nel Sud e nelle Isole, che generalmente hanno minori disponibilità economiche, si concentra su beni e servizi destinati a soddisfare bisogni primari, come i beni alimentari.

Trentino-Alto Adige top spender

Nel 2025 la regione con la spesa media mensile più elevata si conferma il Trentino-Alto Adige (3.444 euro), dove si registrano le quote più elevate di spesa totale destinate a servizi di ristorazione e alloggio (l’8,7% vs il 5,9% a livello nazionale). Seguono Umbria (3.257 euro), Valle d’Aosta (3.191 euro) ed Emilia-Romagna (3.159 euro), mentre Calabria e Puglia sono quelle con la spesa più contenuta, rispettivamente 2.042 e 1.975 euro mensili. Le regioni che mostrano, rispetto al 2024, un significativo aumento della spesa per consumi sono le Marche (+25,2%), dove si passa da 2.463 a 3.084 euro mensili, e la Sardegna (+10,7%), dove l’esborso mensile sale da 2.195 a 2.431 euro.

Anche nel 2025, come nei due anni precedenti, le famiglie che spendono di più si confermano essere quelle residenti nei comuni centro di aree metropolitane (2.991 euro mensili). I livelli di spesa più contenuti (2.704 euro) si osservano nei comuni più piccoli (fino a 50 mila abitanti), dove si spende circa il 9,6% in meno rispetto alle aree metropolitane (era il 12% in meno nel 2024).

Si risparmia su abbigliamento e calzature

Come nel triennio precedente, anche nel 2025 la voce di spesa che le famiglie dichiarano di aver limitato maggiormente è quella per abbigliamento e calzature. Al netto di chi afferma di non aver sostenuto questa spesa (il 5,8% di tutte le famiglie residenti), la quota di chi ha provato a ridurla è del 43,8% (in diminuzione rispetto al 47,5% del 2024) e sale al 52,1% nel Mezzogiorno (contro il 57,6% del 2024).

Flette anche la quota di famiglie che dichiarano di non aver modificato i propri comportamenti di acquisto per beni e servizi relativi a sanità (il 74,6%, era il 78,6% nel 2024) e alla cura e igiene personale (61,8%, dal 63,3% del 2024).

Un andamento analogo si osserva nei comportamenti di acquisto di carburanti e di viaggi: la quota di famiglie che nel 2025 dichiara di non aver cambiato abitudini scende, nel primo caso, dal 71,4% del 2024 al 68,2%, e nel secondo caso dal 56,2% al 54,9%. Per i carburanti la diminuzione nel 2025 è particolarmente accentuata nel Nord (dal 76,9% al 71,8%), mentre per i viaggi il calo si osserva soprattutto nel Centro (dal 59,5% al 55,6%).

Cresce la spesa per i single

Rispetto al 2024, sono le famiglie monocomponente le uniche per cui si registra una crescita significativa della spesa, che passa da 1.932 euro mensili a 2.070 (+7,2%). In termini di composizione, all’aumentare dell’ampiezza familiare cresce il peso delle voci meno suscettibili di economie di scala (come i prodotti alimentari e le bevande analcoliche) e diminuisce quello delle voci nelle quali è più facile conseguirle. In dettaglio, nel 2025 i livelli di spesa aumentano significativamente per tutte le famiglie costituite da persone sole, qualunque sia la classe d’età, a cominciare da quelle anziane (+8,4% tra chi ha almeno 65 anni), per le quali la spesa sale da 1.794 a 1.945 euro mensili. A seguire, i giovani (18-34 anni, +7,9%, da 1.893 a 2.042 euro) e i giovani adulti (35-64 anni, +6,0%, da 2.097 a 2.223 euro mensili). La spesa si riduce invece per le coppie con due figli (-4,9%, da 3.805 a 3.618 euro).

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