economia

Osservatorio economico di GS1 Italy | Indicod-Ecr

l'opinione di

Marco Cuppini

L’Osservatorio economico di GS1 Italy | Indicod-Ecr evidenzia attraverso le risposte dei suoi associati una seconda parte del 2012 all’insegna di un sentiment ancora nettamente negativo. Pressione fiscale, accesso al credito e burocrazia i nodi da sciogliere che frenano le imprese. Rispetto alla prima parte del 2012 il clima di fiducia segna un’ulteriore caduta e le aspettative rimangono costanti rispetto alla scorsa rilevazione. Peggiora soprattutto il giudizio sulla situazione economica generale, spinto da aspettative in calo, mentre giro d’affari, investimenti e occupazione recuperano qualche punto di ottimismo pur rimanendo in un’area fortemente negativa.

L’Osservatorio economico di GS1 Italy | Indicod-Ecr evidenzia attraverso le risposte dei suoi associati una seconda parte del 2012 all’insegna di un sentiment ancora nettamente negativo.

Pressione fiscale, accesso al credito e burocrazia i nodi da sciogliere che frenano le imprese.

Rispetto alla prima parte del 2012 il clima di fiducia segna un’ulteriore caduta e le aspettative rimangono costanti rispetto alla scorsa rilevazione. Peggiora soprattutto il giudizio sulla situazione economica generale, spinto da aspettative in calo, mentre giro d’affari, investimenti e occupazione recuperano qualche punto di ottimismo pur rimanendo in un’area fortemente negativa.

RISULTATI:
Congiuntura e clima di fiducia.

In questa nuova edizione dell’Osservatorio Economico, gli associati di GS1 Italy | Indicod-Ecr confermano l’attuale percezione negativa del contesto economico: rimangono forti i segnali di una crisi ancora in atto. Il clima di fiducia fa registrare un’ulteriore flessione che lo porta ben al di sotto del valore 100: l’indice generale passa da 53 della scorsa edizione (settembre 2012) a 50 (Tabella 1). Le aspettative, per definizione un po’ più ottimistiche in valore assoluto, rimangono pressoché stabili (da 64 a 65).

Con riferimento alla situazione generale del Paese, la percezione è stabile, ma fortemente negativa: in media il giudizio sulla situazione economica generale (valore dell’indice sulle percezioni degli ultimi sei mesi) è fermo a 16. Le attese, che lo scorso semestre ancora mostravano uno spiraglio di ottimismo, in questa edizione si riducono (da 55 a 52).

Nel dettaglio degli indicatori più concreti quali investimenti e occupazione, si evidenzia una situazione di leggero miglioramento: pur rimanendo in un’area fortemente negativa sia le percezioni che le aspettative guadagnano qualche punto di ottimismo.

In merito alla situazione economica della propria impresa, dove solitamente la predisposizione risulta più ottimistica, i numeri sono meno negativi sebbene rispetto alla scorsa edizione; il giro d’affari non cresce, ma sembra che la percezione dei risultati sia meno negativa rispetto alla prima parte del 2012 e così pure per le aspettative: non si prevede di tornare a crescere, ma di “perdere” un po’ meno.

Fattori di competitività e politiche economiche

Oltre alla consueta domande sul sentiment e sulle attese, abbiamo chiesto ai nostri associati un parere su alcuni fattori critici legati all’andamento dell’economia: in particolare l’accesso al credito è diventato molto difficoltoso per circa l’80% degli imprenditori.

Ma esistono anche dei fattori di competitività su cui l’impresa italiana può e/o potrebbe puntare per cercare di innescare meccanismi virtuosi di crescita: secondo i nostri associati in primis bisognerebbe puntare su qualità dei prodotti e innovazione. Uniti in questa visione sia il settore Industria che il settore della GDO.

Accanto a quello che l’impresa può fare in prima persona, è interessante osservare su quali leve il Governo dovrebbe puntare per facilitare la ripresa: prioritarie risultano il sostegno ai ceti più deboli, il reintegro dei lavoratori inoccupati e le liberalizzazioni.

Anche in questa edizione dell’Osservatorio economico di GS1 Italy | Indicod-Ecr, registriamo un altissimo numero di “commenti liberi” lasciati dai nostri rispondenti. È interessante classificare queste annotazioni che, oltre insieme alle risposte chiuse del questionario, concorrono in maniera precisa a tracciare i problemi che stanno affrontando le imprese. In una ipotetica classifica dei temi più gettonati , al primo posto – e non può essere una sorpresa – troviamo il tema della pressione fiscale che grava sulle imprese.

“Come fa a ripartire l'economia se non si abbassa la pressione fiscale e il costo del lavoro?” si chiede un rispondente. Oltre alle prevedibili grida di dolore di alcune aziende “spolpate” dalle tasse definite “un dramma per le piccole e medie imprese” e che “limitano la crescita” , anche alcune proposte, come per esempio “la detassazione dei nuovi assunti sotto i 30 anni”.

Al secondo posto di questi cahiers de doléances troviamo il tema dell’accesso al credito, anche qui soprattutto per le piccole e medie imprese. Viene invocata “l'incentivazione delle banche per aiutare le imprese nel proprio lavoro. Dare credito alle imprese per promuovere l'occupazione e creare nuovi posti di lavoro.”

Infine, sul terzo gradino di questo triste podio il tema della eccessiva burocrazia che grava sulle attività delle imprese, che ne lamentano il peso ed il costo. Infine un auspicio verso una “semplificazione effettiva e la costituzione di un "vero" sportello unificato dei servizi”.

La crescita passa anche attraverso la soluzione di questi tre punti.

*Direttore Centro Studi e Comunicazione GS1 Italy | Indicod-Ecr - Twitter: @Cupmar