Dossier di Economia e consumi Largo consumo

L’economia del consumatore - giugno 2026

I consumi visti da famiglie, imprese e distribuzione

Consumi e famiglie - giugno 2026

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Secondo i dati Istat riferiti al primo trimestre del 2026, il Pil dell’Italia è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, proseguendo sul sentiero di lenta ripresa avviato a partire dallo scorso anno.

Nel trimestre i consumi delle famiglie sono aumentati dello 0,5%, accelerando rispetto agli incrementi più contenuti registrati nei trimestri precedenti. L’aumento ha interessato sia la componente dei servizi (+0,6%) che quella dei beni (+0,5%). Cresce rispetto all’ultimo trimestre dello scorso anno il consumo di beni durevoli (+1,1%), registrando la terza variazione congiunturale positiva, che riflette anche la ripresa delle immatricolazioni di autoveicoli. Risultano in aumento anche le spese delle famiglie per beni non durevoli (+0,7%), dopo due trimestri consecutivi di stagnazione, mentre si registra nel trimestre una contrazione dei consumi di semidurevoli (-0,8%).

Va tuttavia considerato che parte della crescita dei consumi del trimestre si lega anche all’aumento dei consumi turistici per via delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, che del resto si configura come un effetto temporaneo e destinato ad essere riassorbito già a partire dal secondo trimestre.

Il quadro del secondo trimestre, inoltre, mostra diversi elementi di discontinuità rispetto al primo, il principale dei quali è rappresentato dal conflitto in Iran. Ne sono derivate nei mesi primaverili conseguenze sull’inflazione, che a maggio ha raggiunto il 3,2%, dopo i minimi di inizio anno, prossimi all’uno %. Al momento, gli aumenti sono rimasti circoscritti alla componente energetica (l’inflazione per le utenze domestiche e carburanti ha raggiunto il 5,8%), senza innescare effetti di second round: l’inflazione cosiddetta core, che esclude i beni energetici e gli alimentari non lavorati, le componenti più volatili del paniere, è rimasta all’1,8%.

L’evoluzione dei prezzi tuttavia dipenderà molto dalla durata e dall’intensità del conflitto Nonostante gli accordi del 14 giugno scorso lascino sperare in una riapertura definitiva dello Stretto di Hormuz, non vi è ancora certezza sull’evoluzione dei prossimi mesi.

Il rischio principale che ne deriva è quello di una ulteriore erosione del potere d’acquisto dei salari, che peraltro non ha ancora pienamente recuperato la caduta innescata dalla precedente crisi energetica del 2022-23: i dati più recenti, riferiti al primo trimestre del 2026, mostrano che il valore reale delle retribuzioni si colloca ancora al di sotto dei livelli medi del 2019, precedenti la pandemia, di circa il 4%.

Il rischio maggiore grava sulle famiglie a reddito più basso, per le quali la componente delle spese energetiche - le utenze domestiche di luce e gas e i carburanti per i mezzi di trasporto - e in generale delle spese necessarie, ricopre un peso rilevante del paniere di consumo.

Le survey condotte dall’Istat presso i consumatori permettono di valutare la percezione delle famiglie circa tali fenomeni nel corso del periodo primaverile. I dati più recenti sono riferiti al mese di maggio ed evidenziano un lieve miglioramento del clima di fiducia delle famiglie, che recupera però solo in piccola parte la caduta registrata nei mesi di marzo e aprile, in seguito allo scoppio del conflitto in Medio-Oriente. La flessione ha riguardato soprattutto le attese delle famiglie, in particolare quelle relative ai timori di rialzo dei prezzi, mentre l’impatto sul clima corrente dei consumatori è risultato più contenuto, evidenziando una tenuta del saldo relativi ai giudizi sul bilancio familiare.

L’incertezza dei consumatori potrebbe quindi determinare un rallentamento dei consumi nel secondo trimestre dell’anno. L’evoluzione dei trimestri successivi, invece, rimane condizionata all’evoluzione del conflitto, e ai conseguenti effetti che l’inflazione avrà sul potere d’acquisto delle famiglie.

Figura 1 - Retribuzioni orarie e prezzi

Fonte: elaborazioni REF Ricerche su dati Istat, giugno 2026


Figura 2 - Attese delle famiglie sul livello dei prezzi

Fonte: elaborazioni REF Ricerche su dati Istat, giugno 2026

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