Innovazione Healthcare

Sanità: la digitalizzazione corre, ma non abbastanza

Il report di Fondazione GIMBE realizzato con il sostegno di GS1 Italy evidenzia ritardi nell’automazione, nella tracciabilità e nella gestione dei dati. Standard condivisi possono favorire interoperabilità, sicurezza e maggiore efficienza lungo tutta la filiera

La trasformazione digitale rappresenta oggi una priorità strategica per il settore sanitario. Nasce da qui il convegno “Digitalizzazione ospedaliera: come trasformare la complessità in valore”, con l’obiettivo di promuovere un percorso condiviso tra i diversi attori della filiera per superare la frammentazione dei sistemi informativi e migliorare la sicurezza dei pazienti.

In apertura lavori della giornata, Marco Mosti, Direttore generale di Fondazione GIMBE, e Alessandro Brega, Dirigente farmacista Responsabile S.S. Farmacovigilanza e Innovazione dell’ATS Liguria, ASL4, Fondazione GIMBE, hanno presentato il report “La standardizzazione dei processi di approvvigionamento nelle strutture sanitarie, realizzato da Fondazione GIMBE con il sostegno di GS1 Italy.

Oltre il 70% delle strutture privo di sistemi automatizzati o robotizzati

Dal report – realizzato per mappare i processi di gestione e tracciabilità dei farmaci e dei dispositivi medici nei Dipartimenti Farmaceutici del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) in Italia – emerge un dato chiaro: il 74,7% delle strutture non dispone di sistemi automatizzati o robotizzati di magazzino.

Tra le tecnologie di identificazione il codice a barre è utilizzato nel 71% dei casi mentre la tecnologia RFID viene impiegata prevalentemente per i dispositivi medici e rappresenta appena il 5,1% delle modalità di registrazione in ingresso. Un dato particolarmente significativo riguarda l’utilizzo di processi manuali: nell’81% dei casi la registrazione in ingresso avviene ancora tramite Documento di trasporto (DDT) cartaceo, mentre il DDT elettronico è utilizzato solo nel 30,4% dei casi. Inoltre, per registrare l’ingresso di farmaci o dispositivi medici, solo il 17,7% delle strutture impiega la lettura dei codici a barre dei singoli prodotti.

Tra i fattori ritenuti più utili per facilitare la registrazione in ingresso, il 77,2% dei rispondenti indica la disponibilità delle informazioni nel DDT elettronico, leggibili attraverso un lettore integrato con il software gestionale di magazzino. Seguono la presenza di un codice a barre con tutte le informazioni necessarie (51,9%) e, per il 27% degli intervistati, la possibilità di ricevere il DDT elettronico prima della consegna, così da precaricare il documento nel sistema.

Anticontraffazione farmaco: c’è ancora lavoro da fare

Il report indaga lo status quo, alla vigilia del 9 febbraio 2027, quando entrerà in vigore anche in Italia nuovo sistema anticontraffazione dell’Unione europea, che richiede di identificare in maniera univoca attraverso il codice GS1 DataMatrix tutte le confezioni vendute in Europa di prodotti farmaceutici soggetti a prescrizione.

Solo il 6,3% delle strutture si è preparato a questa scadenza (ad esempio avviando acquisti o aggiornamenti dei lettori oppure attivando collaborazioni con fornitori o distributori), mentre l’87,3% non ha ricevuto alcuna indicazione operativa su come adeguarsi al nuovo sistema anticontraffazione europeo. Il 2,5% ha svolto attività di formazione per il personale coinvolto e il 6,3% ha acquistato o aggiornato dispositivi per la lettura dei codici DataMatrix e per la disattivazione del codice univoco.

Registrazione elettronica degli UDI limitata

Guardando ai dispositivi medici - che in USA e in UE sono identificati e marcati lungo la supply chain con l’Unique Device Identification (UDI) standard GS1 - le informazioni risultano in larga parte disponibili nei software gestionali, ma la registrazione e conservazione elettronica degli UDI è ancora limitata al 15,2% delle strutture. Il 45,6% dichiara di essere in fase di implementazione mentre il 39,2% delle strutture non dispone di una soluzione dedicata.
Anche in questo ambito, poi, permane un forte ricorso alle procedure manuali: se la modalità prevalente resta la lettura del codice a barre presente sul dispositivo o sulla confezione esterna (66,7%), nel 41,7% dei casi il codice viene ancora inserito manualmente.

«I dati delineano un quadro chiaro: l’81% dei processi viene ancora gestito in modo manuale, con evidenti ricadute in termini di efficienza, tracciabilità e rischio di errore. A questo si aggiunge il problema dei silos informativi e della compliance normativa. Di fronte a queste sfide, esistono però anche opportunità. La prima è la digitalizzazione e automazione dei processi. La seconda è la possibilità di superare la cosiddetta “Babele informativa” attraverso l'adozione di un linguaggio comune. La terza è la possibilità di applicare regole e standard condivisi a livello globale, favorendo l'interoperabilità e semplificando l'implementazione di soluzioni efficaci sia per i farmaci sia per i dispositivi medici. In questo senso, gli standard GS1 consentono non soltanto di identificare e tracciare un prodotto lungo la filiera, ma anche di abilitare nuovi processi e nuove modalità organizzative» afferma Giada Necci, Industry engagement senior manager di GS1 Italy.

Il valore degli standard

Nel corso del convegno sono intervenuti Roberta Marra, Dirigente farmacista UOC della Farmacia Ospedaliera dell’Ospedale del Mare, che ha spiegato come attraverso l'introduzione di armadi robotizzati e sistemi software avanzati, la struttura abbia superato criticità come la gestione manuale delle scadenze e l'uso eccessivo di documenti cartacei.

Marina Torre, Responsabile Registro nazionale delle protesi impiantabili (RIPI), Centro Nazionale Clinical Governance ed eccellenza delle cure dell’Istituto Superiore di Sanità, e Marco Forlani, Responsabile area demand management healthcare di BV TECH, hanno evidenziato il ruolo degli standard GS1 per la corretta identificazione dei produttori di dispositivi medici nella piattaforma del Registro nazionale delle protesi impiantabili.

L’utilizzo del sistema RFID, fondamentale per garantire la tracciabilità e la sicurezza dei prodotti farmaceutici, è stato al centro degli interventi di Massimo Labombarda, Head of business development biopharma, health & beauty care & medical devices di DHL Supply Chain Italy, e Francesco Fantoni Guerci, Ceo di Murata ID Solutions.

Infine, Mattia Olive, Ricercatore senior Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, ha approfondito le evidenze dell’Osservatorio sulla gestione e valorizzazione dei dati in sanità.


Per approfondire il tema della digitalizzazione della sanità, sul sito GS1 Italy puoi trovare:

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