tecnologia

Leggere il tag in magazzino

In questi anni la comparsa in tutto il mondo di laboratori di ricerca applicata in cui effettuare sperimentazione in ambito RFId sta accelerando la fase di analisi e di verifica, permettendo di delineare benefici, criticità, condizioni e possibilità di adozione. Questo sta avvenendo in particolare nel settore dei beni di largo consumo, grazie alla diffusione dello standard EPC.

L’attività di laboratorio permette di ricostruire una vasta molteplicità di situazioni operative (anche se in forma più controllata) e quindi di definire, per ognuna di esse, se e sotto quali condizioni sia possibile implementare un sistema RFId, sia dal punto di vista economico sia da quello tecnologico.

Il ricreare un ambiente di simulazione offre anche la possibilità alle aziende di “toccare con mano” la tecnologia, apprezzandone le potenzialità e gli impatti sui processi, sull’organizzazione, sugli altri sistemi ICT e sulle relazioni di filiera, oltre che formarsi sulle metodologie per la risoluzione delle eventuali criticità.

Indicod-Ecr si è mossa in questa direzione sin dal febbraio 2005, con l’avvio di un gruppo di lavoro specifico sulla tecnologia EPC/RFId, e poi nelle attività dell’EPC Lab, il suo laboratorio di sperimentazione realizzato e gestito con la collaborazione scientifica della School of Managament del Politecnico di Milano.

In particolare, il laboratorio EPC di Indicod-Ecr presenta un contesto sperimentale molto vicino alla realtà aziendale così da poter confrontare molteplici configurazioni di prodotto, di processo e di tecnologia, alla ricerca del miglior rapporto “costo/performance”, e quindi produrre delle linee guida per l’implementazione che non tengano conto solo degli aspetti tecnologici, ma anche di quelli relativi ai costi/benefici della soluzione. Intervenendo congiuntamente su questi fattori (si veda la Figura 1), è già oggi possibile ottenere soluzioni affidabili e basso costo che permettono, da un lato, di contenere gli investimenti in tecnologia, dall’altro, di beneficiare di vantaggi immediati nell’efficienza e nell’efficacia dei processi aziendali e di filiera.

Dopo la pubblicazione dei risultati dei test relativi all’identificazione in radiofrequenza della singola unità imballo sia in modalità statica che dinamica (applicabili ad esempio nei processi produttivi, in quelli di picking/sorting o anche nel punto vendita), presto saranno pubblicati anche i risultati dei test condotti con dei reader installati su forklift nei diversi processi e nelle attività di magazzino.

Tra i principali risultati emerge che, per svolgere tutte le operazioni di radio-identificazione con il medesimo carrello e con lo stesso reader, occorre utilizzare più di un’antenna e alternarne l’impiego a seconda della procedura da compiere, in sincronia con la posizione relativa del forklift rispetto al tag.

È necessario, pertanto, definire caso per caso la migliore configurazione RFId per abilitare la lettura di:

  • tag su pallet (SSCC)
  • tag su asset (GRAI)
  • tag su postazione magazzino e baia (SGLN)

Nel caso specifico relativo alle attività di prelievo e di stoccaggio - e quindi l’identificazione della cella di stoccaggio tramite tag con codifica SGLN - la sperimentazione sui reader di tipo veicolare ha dimostrato come la natura dei prodotti, l’ambiente di lavoro, la struttura fisica del forklift e la tipologia di lettore impiegato costituiscano un insieme di fattori equamente importanti, la cui combinazione determina il grado di applicabilità di una soluzione come l’identificazione a radiofrequenza di unità logistiche all’interno di un magazzino per lo stoccaggio delle merci.

In particolare, le prestazioni di identificazione dei tag applicati sulle celle di stoccaggio (il processo più critico) sono particolarmente elevate e affidabili quando l’antenna si trova tra le forche del carrello e non troppo distante dalla scaffalatura (non oltre i 50-60 cm) e quando si riduce la potenza emessa dal reader dal 75 al 90%, operando quindi tra 1/4 e 1/10 della potenza disponibile. Anche la scelta del tag e il suo orientamento risultano determinanti ai fini della corretta identificazione e possono presentare comportamenti diversi a seconda della rugosità e del materiale dei correnti della scaffalatura.

Per delineare una metodologia valida che fornisca il migliore approccio al problema dell’identificazione della cella di stoccaggio sono stati condotti diversi test, orientati anche alla classificazione dei migliori tag candidati per svolgere questo ruolo.

L’identificazione del pallet mediante tag con codifica SSCC è l’operazione più facile da eseguire, non richiede una soluzione hardware particolareggiata: un reader ad antenna unica posto sulla spalliera di carico del forklift è più che sufficiente per eseguire questo tipo di operazione. Il fatto che l’unità logistica venga prelevata da terra piuttosto che da scaffale non costituisce un fattore discriminante nel grado di efficienza della procedura di identificazione.

L’identificazione degli asset tramite tag con codifica GRAI è un’operazione estremamente sensibile alla posizione dell’antenna sul forklift e alla composizione del pallet: poiché antenna e tag sono oscurati dal materiale trasportato è necessario utilizzare alcuni accorgimenti per far arrivare il segnale d’interrogazione al tag.

Il messaggio che è emerso è il seguente: laddove si vogliano svolgere tutte le operazioni di identificazione RFId con il medesimo carrello (ovvero identificazione congiunta di pallet, asset e cella di stoccaggio) e con lo stesso reader, è necessario utilizzare più di un’antenna e alternarne l’utilizzo a seconda della procedura da compiere, in sincronia con la posizione relativa del forklift rispetto al tag da leggere.

In termini operativi, come evidenziato nell’andamento del read rate (numero di letture al secondo) nella Figura 2, si dovranno integrare le operazioni di prelievo e stoccaggio suggerendo ai reader come e quando attivare le antenne, con che potenza emettere il segnale e filtrando le risposte ricevute dai tag in funzione della codifica ad essi assegnata (SGLN, SSCC o GRAI).

A disposizione sul sito di Indicod-Ecr l’ultimo report EPC Lab, nel quale si evidenziano tutti i test effettuati per una corretta lettura delle celle di magazzino con l’utilizzo dei forklift.


TAG: