Retail e brand Largo consumo

La collaborazione di filiera aiuta a non prendere buchi... a scaffale

La quinta colazione organizzata da ECR Italia ha coinvolto i manager della logistica e del commerciale della stessa azienda per identificare ambiti e buone pratiche di collaborazione interna per abilitare la collaborazione di filiera

Le colazioni di lavoro organizzate da ECR Italia, l'associazione che raggruppa le principali aziende di Industria e Distribuzione con l'obiettivo di migliorare l'efficienza di filiera, sono diventate un punto fermo di dialogo, di crescita e di collaborazione. In quest'ottica si è svolto il quinto appuntamento rivolto ai manager della community ECR Italia e agli operatori logistici con il tema “Disponibilità a scaffale e servizio al consumatore: il ruolo della collaborazione di filiera”. Collaborazione di filiera come strumento decisivo di miglioramento del servizio al consumatore e proprio per questo sono stati invitati a partecipare insieme i manager delle aree logistica e supply chain e di quella commerciale della stessa azienda per garantire piena rappresentatività e favorire un confronto efficace.

Le incognite dell'out-of-stock

A ispirare la colazione di lavoro e a riunire i manager del largo consumo sono le incognite legate all'out-of-stock (OOS):

  • Cosa succede quando il consumatore non trova il prodotto a scaffale?
  • Qual è l'impatto delle rotture di stock sull’esperienza di acquisto?
  • Cosa si può fare, lungo la filiera, per migliorare il livello di servizio al consumatore e ridurre gli out-of-stock?

Hanno partecipato con entusiasmo i manager delle aziende presenti che si sono messi in gioco condividendo criticità ma anche le buone pratiche per giungere a risultati positivi. Divisi in gruppi di discussione hanno contribuito a rafforzare ulteriormente lo spirito della community ECR Italia, traguardo a cui le colazioni puntano. A dare concretezza ai lavori, i risultati preliminari di una ricerca ECR sul tema dell'impatto dell’OOS sul consumatore e sulla filiera con quattro obiettivi:

  1. Mettersi nei panni del consumatore per capire quanto l'OOS sia percepito come problema, approfondendo la distinzione tra OOS reale (buco a scaffale) e mancanza di assortimento.
  2. Valutare l'impatto dell'OOS sui comportamenti di acquisto a breve termine e, a lungo termine, sulla fedeltà all'insegna e alla marca.
  3. Identificare i fattori aggravanti dell'OOS, le condizioni critiche e i loro effetti soprattutto in caso di promozioni, capendo se ci sono percezioni diverse tra marca industriale e marca del distributore
  4. Studiare le differenze di rischio per le diverse categorie merceologiche.

Alla colazione hanno fatto da sfondo alcuni risultati della prima fase che ha coinvolto un campione poliedrico di persone. Ne è uscita l'idea di un consumatore che vive l'out-of-stock come una rottura dell'aspettativa, causandogli fastidio, frustrazione e lo tollera con sempre meno pazienza a seconda del canale in cui si imbatte. Inoltre sono stati presentati i primi risultati di un’ampia e nuova ricerca ECR sul tema del comportamento del consumatore a fronte di OOS.

Ma come si comporta il consumatore impattando in un buco a scaffale? Nel breve termine, il consumatore può sostituire il prodotto con uno della stessa categoria o al di fuori di quella categoria, prendere un articolo della stessa marca o di un'altra marca, recarsi in un altro punto vendita o annullare l'acquisto. Tutto ciò comporta un diverso livello di rischio per i produttori e i distributori.

Ecco dunque che l'OOS diventa un tema di tutti gli attori della filiera che devono capire come collaborare al meglio per migliorare il livello di servizio, in particolare a Ce.Di., elemento fondamentale per supportare la disponibilità a scaffale: negli ultimi cinque anni la filiera del largo consumo ha visto peggiorare sia la puntualità sia la completezza media di consegna per le categorie merceologiche del secco e del fresco.

Lavori di gruppo, collaborazione al top

Sul tema del miglioramento del livello di servizio a Ce.Di. ECR ha attive diverse progettualità, che toccano più ambiti:

  • Pianificazione collaborativa, che ha l'obiettivo di promuovere e facilitare pratiche di previsione e pianificazione collaborativa a beneficio della filiera.
  • Il secondo si muove per adottare un modello collaborativo di riordino capace di ottimizzare il processo order-to-delivery.
  • Livello di servizio, che s'impegna per la definizione di un linguaggio comune per la misura e la comprensione del livello di servizio e per creare un patrimonio informativo per poter prendere decisioni e accordi consapevoli.

Avere un forte allineamento e una forte collaborazione all'interno dell'azienda permette di presentarsi come un partner affidabile in grado di creare relazioni efficaci. Per esempio se i tempi di pianificazione e di preparazione delle promozioni sono disallineati tra gli attori della filiera possono subentrare difficoltà operative di gestione con il rischio di non riuscire a soddisfare la richiesta del consumatore finale.

Il dialogo in queste colazioni diventa punto d'incontro, le domande sono momento di analisi e di reciproco scambio per giungere ad un'unità d'intenti tra commerciale e logistica. È stato fondamentale per i partecipanti chiedersi cosa stanno facendo in ottica collaborativa all'interno della propria azienda, ma anche ragionare insieme se si più fare qualcosa in più, mettendo in luce sia possibili difficoltà, sia buone pratiche.

Una quinta colazione che si è confermata occasione importante per facilitare la relazione e far crescere la fiducia reciproca, come strategicamente insegue ECR Italia.


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