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Alimenti funzionali: cosa sono, normative e benefici

Scopri cosa sono gli alimenti funzionali, quali sono, i benefici per la salute e le normative italiane ed europee

In poco più di 35 anni ne hanno fatta di strada. Riconosciuti e regolamentati per la prima volta dal ministero della Salute e del Welfare giapponese nel 1991 e poi oggetto di numerosi studi scientifici condotti in varie parti del mondo, gli alimenti funzionali sono diventati noti al grande pubblico grazie ai mass media che se ne sono occupati negli anni successivi. Così la loro popolarità è cresciuta rapidamente e gli alimenti funzionali (oggi chiamati anche nutraceutici) sono presto diventati uno dei segmenti più dinamici dell’industria alimentare globale, suscitando l’interesse e l’intervento anche dell’Unione europea e delle organizzazioni internazionali in ambito food & beverage.

Il maggior livello di benessere economico, la consapevolezza del rapporto tra alimentazione e salute, la disponibilità di una più ampia varietà di prodotti e l’attenzione sulla prevenzione a tavola hanno modificato in modo significativo le scelte dei consumatori, orientandoli verso prodotti capaci di offrire benefici aggiuntivi rispetto al loro mero apporto nutrizionale. Una domanda intercettata e soddisfatta dalle aziende alimentari, che hanno investito in ricerca e sviluppo, marketing e comunicazione per soddisfare consumatori sempre più consapevoli e informati, trasformando gli alimenti funzionali in una leva strategica di innovazione, diversificazione e competitività.

Cosa si intende per alimento funzionale

Non basta la capacità di nutrire, grazie all’apporto di macronutrienti, come proteine, carboidrati e lipidi. Per entrare nel “club” degli alimenti funzionali occorre mostrare “un effetto benefico su una o più funzioni nell’organismo in grado di migliorare lo stato di salute e benessere e/o di ridurre il rischio di malattia”, come si legge nel Consensus Document redatto dalla Commissione sulla scienza degli alimenti funzionali in Europa (Fufose).

Inoltre, la definizione del Fufose, chiarisce che un alimento è funzionale anche se consumato come parte di un regime alimentare normale. Quindi, non deve trattarsi di una pillola, una capsula o qualsiasi altra forma di integratore alimentare, ma di un vero e proprio cibo.

Dunque una cosa sono gli alimenti naturalmente ricchi di componenti benefici (come il latte che è un’ottima fonte di calcio alimentare, l’avena che fornisce betaglucani o le verdure che hanno un elevato apporto di fibre) che fanno parte dell’alimentazione comune.

Altra cosa sono gli alimenti funzionali veri e propri, che hanno alcune precise caratteristiche:

  • Ne sono state migliorate alcune componenti specifiche grazie al ricorso a particolari tecniche di coltivazione e/o produzione.
  • Sono stati privati di componenti “critiche”, potenzialmente responsabili di intolleranze e/o allergie e di effetti negativi sulla salute, come il glutine o il lattosio.
  • Sono stati fortificati mediante aggiunta di sali minerali, antiossidanti, vitamine o molecole bioattive, ossia dotate di effetti positivi sulla salute.
  • Ne è stata modificata la struttura di uno o più componenti per migliorare l’impatto sulla salute.
  • Ne è stata aumentata la biodisponibilità di uno o più componenti benefici.
  • Presentano una combinazione tra composti prebiotici e microrganismi probiotici.

Dunque, a seconda del tipo di processo cui sono stati sottoposti, i cibi funzionali si distinguono in:

  • Cibi arricchiti (rich-in), nei quali il componente aggiunto non è naturalmente presente in origine.
  • Cibi free from, che sono privati di sostanze non desiderate.
  • Cibi fortificati, nei quali viene incrementata la concentrazione di un nutriente già normalmente presente.

La scienza della nutrizione ha avuto un ruolo determinante nel definire i criteri che consentono di riconoscere un alimento come funzionale. Studi clinici, evidenze epidemiologiche e valutazioni dell’impatto fisiologico hanno contribuito a stabilire parametri misurabili, collegando determinati nutrienti o componenti bioattivi a benefici documentati, come il supporto al sistema immunitario o la regolazione del metabolismo lipidico.

Oggi i cibi funzionali sono l’oggetto di studio della nutrigenomica che vuole capire e approfondire le possibili azioni positive dei loro composti bioattivi nei confronti di diverse e diffuse patologie croniche.

Alimentazione funzionale: cos’è e quali benefici comporta

L’alimentazione funzionale è un modello alimentare basato su un “menù” di prodotti che non si limitano, dunque, a rispondere ai fabbisogni energetici dell’organismo umano, ma forniscono anche sostanze con effetti positivi su una o più funzioni dell’organismo, contribuendo al mantenimento dello stato di salute o alla riduzione del rischio di malattia.

Quindi nell’alimentazione funzionale entrano alimenti ricchi di ingredienti funzionali e componenti bioattivi, come:

  • Fibre prebiotiche, che favoriscono l’equilibrio del microbiota e migliorano le funzioni intestinali.
  • Probiotici, che contribuiscono alla salute digestiva.
  • Omega-3, che sono associati alla salute cardiovascolare.
  • Antiossidanti, che svolgono un’azione antiage sull’organismo.
  • Steroli e stanoli vegetali, che sono utili nel controllo dei livelli ematici di colesterolo.
Anche grazie all’ampio spettro di composti benefici presi in considerazione, i benefici attribuiti agli alimenti funzionali sono molteplici e riguardano diversi sistemi dell’organismo: immunitario, digestivo, cardiovascolare e metabolico.

L’azione combinata di diverse famiglie di composti bioattivi con gli enzimi legati ad alcune malattie degenerative conferisce agli alimenti funzionali una potenziale protezione preventiva rispetto allo sviluppo di patologie molto comuni, come il diabete di tipo 2, le malattie cardiovascolari e quelle neurodegenerative. Inoltre sia per la compresenza tra ingredienti specifici (come le fibre) e metaboliti microbici sia per l’apporto di microrganismi probiotici, gli alimenti funzionali hanno altre interessanti potenzialità:

  • Migliorare le funzioni gastrointestinali, per esempio diminuendo il valore del pH intestinale e migliorando la biodisponibilità dei nutrienti.
  • Ridurre lo stress ossidativo, come fanno i carotenoidi con il loro effetto protettivo sulla perossidazione dei grassi.
  • Prevenire condizioni di rischio cardiovascolare, come accade con le vitamine B6 e B12 e l’acido folico nella riduzione dell’omocisteina.

Cosa si mangia con l’alimentazione funzionale

Di tutto! Perché l’offerta di alimenti funzionali non solo è ampia e trasversale a tante merceologie ma è anche in continua evoluzione. Tra le principali categorie merceologiche coinvolte troviamo:

  • Prodotti lattiero-caseari funzionali, come yogurt e bevande fermentate arricchite con probiotici.
  • Cereali e prodotti da forno integrali, con elevato contenuto di fibre.
  • Bevande funzionali, addizionate con vitamine, minerali o estratti vegetali.
  • Alimenti fortificati, come il latte con aggiunta di vitamina D, il sale iodato o i formaggi a maggior apporto proteico.
  • Alimenti arricchiti, come il mais rosso arricchito con antocianine.
  • Alimenti a basso indice glicemico, pensati per specifiche esigenze metaboliche.

In qualità di dieta equilibrata, l’alimentazione funzionale non si limita solo ai prodotti “innovativi”, ma include anche alimenti tradizionali dalle conclamate e comprovate proprietà salutistiche, come i vegetali naturalmente ricchi di composti bioattivi, quali legumi, frutta secca, semi e piccoli frutti rossi.

Il business degli alimenti funzionali

La dimensione commerciale di questo settore, che ne ha costruito e consolidato la percezione positiva da parte dei consumatori, è stato un elemento determinante per il successo degli alimenti funzionali. Chiarezza delle informazioni veicolate anche in etichetta, credibilità dei brand e gradevolezza dei prodotti sono stati fondamentali per creare fiducia e favorire la fidelizzazione.

Il successo degli alimenti funzionali dipende quindi dall’equilibrio tra solidità scientifica e capacità comunicativa, in un mercato globale dove la consapevolezza del valore nutrizionale degli alimenti è in costante crescita.

Dal punto di vista strategico, i benefici degli alimenti funzionali rappresentano potenti leve di marketing. Le aziende possono differenziarsi attraverso claim mirati, segmentare il mercato in base a bisogni specifici (energia, controllo del peso, benessere intestinale, performance sportiva) e costruire un posizionamento distintivo. In un contesto competitivo, la capacità di integrare innovazione scientifica e storytelling efficace diventa un vantaggio decisivo in un mercato dalle grandi potenzialità. Un’analisi condotta dal centro di ricerche FBI prevede che il mercato degli alimenti funzionali passerà in dieci anni da 368,29 a 675,78 miliardi di dollari di giro d’affari globale, con un tasso annuo di crescita media (CAGR) del 6,9% tra 2025 e il 2034.

Alimenti funzionali e normativa: cosa sapere

In Italia e nell’Unione europea, gli alimenti funzionali non costituiscono una categoria giuridica autonoma, ma rientrano nella normativa generale sugli alimenti e in quella specifica relativa alle indicazioni nutrizionali e sulla salute.

Il riferimento principale è il regolamento (CE) n. 1924/2006 relativo ai nutrition ed health claims, che disciplina:

  • Le indicazioni nutrizionali (per esempio “ricco di fibre” o “a basso contenuto di grassi”).
  • Le indicazioni sulla salute (come “la vitamina C contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario”).

Le indicazioni devono essere autorizzate a livello europeo e basate su evidenze scientifiche valutate dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Quindi, in tutta la Unione europea l’immissione sul mercato di un alimento funzionale è subordinato alla dimostrazione di efficacia basata su una evidenza scientifica degli health claims che lo accompagnano e che possono riguardare effetti limitati a una particolare categoria di consumatori o estesi, in modo generico, a tutti gli users.

Inoltre, anche agli alimenti funzionali si applicano le norme generali in materia di sicurezza alimentare, etichettatura e informazione al consumatore, come previsto dal regolamento (UE) n. 1169/2011.

Le aziende devono quindi garantire:

  • Sicurezza degli ingredienti utilizzati.
  • Veridicità e correttezza delle indicazioni in etichetta.
  • Assenza di messaggi ingannevoli o non supportati da evidenze scientifiche.

Alimentazione funzionale: tra innovazione, salute e mercato

L’alimentazione funzionale rappresenta oggi un punto di incontro tra ricerca scientifica, evoluzione dei consumi e strategie industriali. Gli alimenti funzionali si distinguono per la presenza di componenti bioattivi con benefici documentati, per un quadro normativo rigoroso e per un forte impatto sulle dinamiche competitive del settore alimentare.


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