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Efficienza e collaborazione

l'opinione di

Valerio Di Natale

Recuperare fiducia reciproca tra industria e distribuzione per rendere la partnership duratura in materia di linguaggio comune, di sistemi che facilitino il dialogo tra settori diversi, di standard comuni che mettano ordine nell’immenso panorama delle merci e che permettano lo scambio di informazioni facendo aumentare l’efficienza dell’intero ciclo produttore-distributore-consumatore. In questa intervista al presidente di GS1 Italy | Indicod-Ecr Valerio Di Natale, affrontiamo i temi che più stanno al centro delle relazioni operative industria-distribuzione.

Secondo un recente survey di Mc Kinsey per conto di Ecr Europa le iniziative di collaborazione tra industria e distribuzione hano impatti positivi nel 60% dei casi, con aumenti della profittabilità del 4%, una riduzione dei costi del 4,6% e delle rotture di stock del 3,5%. Nonostante queste evidenze, la collaborazione tra imprese industriali e retailer, in Italia sembra sempre sul punto di diffondersi e invece riguarda solo poche aziende e un certo numero di imprese distributive. Che cosa la frena?

Uno dei problemi endemici delle relazioni di canale è quello dello scarso livello di fiducia fra industria e distribuzione. Per l'assenza di fiducia reciproca le partnership rimangono spesso sulla carta e non si trasformano in partnership durature ed efficaci.
GS1 Italy | Indicod-Ecr è stata definita una “fabbrica di fiducia”; da sempre, infatti, contribuisce a colmare questo gap di fiducia anche attraverso un linguaggio comune, il coinvolgimento diretto dei manager delle imprese nei gruppi di lavoro e il loro enorme patrimonio di competenza. Quella fiducia che ci tiene seduti insieme - imprese produttrici e distributrici - intorno al tavolo del dialogo finalizzato allo sviluppo e al consolidamento del nostro obiettivo primario: la soddisfazione del consumatore.
Quello che rende GS1 Italy | Indicod-Ecr una realtà unica è proprio questo incontro, che ci fornisce gli strumenti per guardare oltre l’attuale situazione, riscrivere le regole del cambiamento e intensificare gli sforzi per adottare le soluzioni condivise.

Collaborazione significa anche intervenire su fronte dell’efficienza, in particolare nell’ambito della supply chain. Su quali fronti è possibile ottenere miglioramenti tangibili? E su quali in particolare GS1 Italy | Indicod-Ecr è impegnata?

In GS1 Italy | Indicod-Ecr non perdiamo di vista il miglioramento dell'efficienza; la nostra missione di sempre. C'è ancora ampio margine per una più larga diffusione dei processi innovativi all'interno delle aziende. Le maggiori applicazioni risiedono nelle forme di collaborazione in ambito supply chain.
I flussi distributivi nel corso degli ultimi 15 anni si sono riarticolati adeguandosi alle variabili critiche che via via si sono affacciate sul mercato. Oggi ci rendiamo conto che alcuni modelli sviluppati a metà degli anni 90 non costituiscono più una risposta efficace agli scenari nuovi e prospettici. Serve un ripensamento strategico che faccia nuovamente della collaborazione il cardine attorno a cui generare nuove best practice.
Il riferimento è l'esperienza ECR nel 1993, quando le aziende si sono poste la domanda di come rendere più efficienti certi processi. Il primo campo di applicazione è stata la logistica, che ha dato vita alla reingenierizzazione della supply chain. A distanza di tanti anni abbiamo deciso di riprendere in mano il tema, per realizzare un'altra fotografia ad alta risoluzione e rilevare le inefficienze che si nascondono nel sistema, senza tabù.
Si sta lavorando su l’influenza che certe decisioni commerciali o di marketing possono avere nei costi che generano nella gestione della movimentazione fisica delle merci. È un dato positivo, significa che c'è la volontà di accedere a un alto potenziale di efficienza. Con nuove logiche di riordino, carichi più efficienti, saturazione dei mezzi, abbiamo stimato che si possono ridurre del 47 % i chilometri percorsi e le emissioni di CO2 e risparmiare fino a 800 milioni di costi di trasporto.

Quale rapporto lega la ricerca dell’efficienza e l’innovazione dei processi attraverso le tecnologie, su cui GS1 Italy | Indicod-Ecr sta lavorando da tempo?

Gli investimenti nell’innovazione sono un elemento centrale per la filiera del largo consumo, che attraverso questa strada riesce a far emergere efficienza, tenendo al contempo sotto controllo i costi. Innovazione nel nostro settore vuol dire innovazione di prodotto, di format distributivi, ma anche innovazione di tipo relazionale, perché la co-petition è importante: collaborazione e competizione insieme portano valore per tutti (consumatori, industria e distribuzione). Per le imprese dell’industria e della distribuzione è d’obbligo reperire risorse nuove attraverso un continuo recupero di efficienza soprattutto nel campo della logistica e dei costi amministrativi. La riduzione degli sprechi e quindi il miglioramento dell’efficienza di sistema è un mantra ECR. Dai risultati del Progetto di misurazione ECR Global Scorecard che ha coinvolto a livello mondiale tutti i paesi che adottano gli standard GS1 (come per esempio l’EDI, lo scambio elettronico delle informazioni), è emerso un notevole risparmio sui costi di distribuzione (mediamente - 43%) per tutte quelle aziende che hanno adottato almeno 6 standard su 10 con un livello di implementazione superiore al 50%.

Qualche settimana fa a Linkontro Nielsen si è parlato molto di community, di social e di tecnologie digitali. Oggi il Qr Code sta trasferendo nelle mani dei consumatori lo strumento principe dello scambio di informazioni tra industria e distribuzione: lo scanner. Con quali impatti sulla filiera e che cosa implica per GS1 Italy | Indicod-Ecr che del codice barre e di ciò che significa in termini di unicità dell’informazione?

Con la grande diffusione di smartphone e di tablet aumenta la domanda di informazioni in qualsiasi luogo e momento da parte del pubblico e crescono a dismisura le fonti di informazioni che diffondono una grande varietà di dati.
La sfida è fare in modo che il consumatore trovi ciò che cerca, e il ruolo di GS1 è mettere a disposizione delle imprese un sistema che permetta di veicolare informazioni di “extended packaging”, estensive rispetto a quelle disponibili sulla confezione. Nasce così l'infrastruttura Trusted Source of Data.
Lo scenario del consumatore connesso ha generato un ventaglio di possibilità molto ampio, che va dall'interazione attraverso il socialnetworking fino alla ricerca diretta di informazioni sul prodotto attraverso il barcode. Che da strumento esclusivamente b2b diventa veicolo nell'interrelazione con il cliente. La caratteristica principale del barcode continua a essere l'identificazione univoca del prodotto, e il consumatore lo riconosce naturalmente come veicolo d'accesso alle informazioni nel momento cruciale della decisione d'acquisto. Il produttore quindi non può affidarsi al medium, agli sviluppatori di applicazioni smartphone, ma deve essere in grado di fornire loro un canale d'accesso ad informazioni di prodotto controllate e affidabili da veicolare al consumatore.

Un’ultima domanda sulla situazione più generale. Oltre un anno fa avevate lanciato le famose tre proposte per tornare a crescere (sostegno alle famiglie, all’occupazione femminile e liberalizzazioni). Il governo è cambiato ma la crisi è peggiorata. Qual è il vostro giudizio? È il caso di aggiungere altre proposte?

L'Italia sta da tempo attraversando un periodo di crisi che si riverbera su imprese e famiglie. Il settore del largo consumo è da sempre in prima linea sul fronte dei consumi interni, orami da troppo tempo depressi.
Da dove siamo partiti? Da un impegno congiunto di industria e distribuzione per incidere maggiormente sulle scelte della politica.
Sostegno ai consumidelle famiglie, misure a favore del lavoro femminile e liberalizzazioni sono le priorità per ripartire, che abbiamo condiviso ed indicato come possibile agenda di Governo (prima inascoltata, oggi in realizzazione, seppur faticosa). Rimane la forte preoccupazione per l’aumento dell’Iva, che significa aumento dei prezzi, già spinti dagli aumenti delle materie prime e dalle speculazioni internazionali, determinando minori consumi e un freno alla crescita.

Che altro dovrebbero fare le imprese della filiera del largo consumo per essere considerate un soggetto decisivo per ridare fiducia ai cittadini e consumatori?

Continuare a fare al meglio il proprio mestiere per soddisfare i desideri del consumatore al meglio, più velocemente e al minor costo possibile

Intervista a Valerio Di Natale presidente GS1 Italy | Indicod-Ecr a cura di Fabrizio Gomarasca per Beverage & Grocery di luglio/agosto 2012