Fairtrade, Rainforest Alliance, TCO Certified, FSC (Forest Stewardship Council), C2C (Cradle to Cradle), GOTS (Global Organic Textile Standard) Blue Angel e EU Energy Label sono solo alcuni dei numerosi marchi che possiamo trovare sui prodotti in commercio e che certificano l'impegno di un'azienda o la sostenibilità di un articolo rispetto a determinati standard ambientali, sociali ed economici.
Queste label sono sempre più centrali nel modo in cui retailer, grossisti, marketplace, autorità di regolamentazione e consumatori decidono cosa acquistare, approvare e promuovere. Secondo la ricerca Accenture “Are you thinking big enough about the purpose of your brands?” (“Stai pensando in grande abbastanza riguardo allo scopo dei tuoi marchi?” ndr), i consumatori attribuiscono molto valore alle informazioni affidabili e sono disposti a pagare di più per prodotti con dichiarazioni sicure e comprovate.
Certificazioni e dichiarazioni di sostenibilità sono diventate quindi una questione di accesso al mercato e di preparazione normativa, guidata dalla spinta del settore e della regolamentazione.
Come funziona il processo di certificazione?
Il processo di certificazione segue generalmente queste fasi:
- Preparazione e analisi interna: l’azienda interessata a ottenere una certificazione analizza i propri prodotti o i processi per individuare e correggere eventuali lacune rispetto ai requisiti della certificazione. Dopo aver completato le modifiche necessarie (per esempio il cambio di materie prime, il miglioramento dell’efficienza energetica o la revisione dei contratti lavorativi), procede con la raccolta documentale che ne dimostri la conformità.
- Domanda e revisione: l’organo di certificazione valuta l’istanza dell’azienda e procede con i controlli della documentazione e le verifiche sul campo.
- Rilascio e mantenimento: se l'audit ha esito positivo, viene emesso il certificato e all'azienda è consentito utilizzare l'etichetta relativa a quella certificazione sul prodotto per attestarne la conformità allo standard per un periodo di tempo determinato. Data la loro scadenza, le certificazioni richiedono anche verifiche periodiche: questi controlli sono necessari per monitorare il mantenimento degli standard e per poter procedere al rinnovo.
- Allineamento digitale: nel caso di vendita online c’è un’ulteriore fase per garantire la visibilità e il riconoscimento automatico dei badge di sostenibilità. I marketplace, come Amazon o Zalando, realizzano questa verifica incrociando i codici GS1 (EAN) dei prodotti con i database degli enti certificatori e controllano la validità dei certificati.
La maggior parte delle informazioni sulle certificazioni, però, vengono scambiate in formati non leggibili dalle macchine, come PDF, fogli di calcolo e allegati email. Marketplace e distributori utilizzano spesso metodi manuali per abbinare i dati di certificazione ai prodotti e gli organi di certificazione ripetono scambi simili con i propri partner (come enti di audit, consulenti, laboratori tecnici e organismi accreditati). Se un certificato scade in anticipo o viene ritirato, inoltre, non esiste un modo affidabile per aggiornare rapidamente tutte le dichiarazioni sui prodotti interessati (ed è importante notare che molti marketplace disattivano immediatamente i benefici di visibilità "green" nel momento esatto in cui il certificato scade nel database dell'ente terzo, causando potenziali perdite in termini di vendite).
Le criticità, quindi, non mancano: il disorientamento del consumatore dovuto alla numerosità delle label e alla varietà degli standard, e l'inefficienza tecnica causata dall'obsolescenza dei sistemi di gestione dati possono intaccare la fiducia del consumatore e la credibilità aziendale.
Il vero ostacolo alla fiducia e alla scalabilità non è la certificazione in sé, ma l'assenza di un linguaggio comune.
Per garantire risposte efficaci alle esigenze di conformità normativa e di accesso al mercato, diventa importante adottare un quadro comune che:
- Mantenga l'organismo di certificazione come fonte autorevole.
- Colleghi le certificazioni in modo coerente a prodotti, siti e organizzazioni.
- Consenta ai dati di “spostarsi” tra i sistemi senza perdere significato.
- Supporti la verifica in tempo reale e audit più efficienti.
Abilitatori GS1 per lo scambio di certificazioni affidabili
In questo contesto GS1 funge da facilitatore per la connessione, la scoperta e il riutilizzo di dati. Gli standard GS1 agiscono come un linguaggio interoperabile riconosciuto a livello internazionale perché permettono di:
- Identificare in modo univoco prodotti, siti o impianti di produzione attraverso l’utilizzo di standard come il GS1 GTIN (Global Trade Item Number) per i prodotti o il GS1 GLN (Global Location Number) per i luoghi, come gli impianti di produzione. Quando questi identificatori sono incorporati nelle informazioni di certificazione, ogni certificato è collegato in modo univoco a prodotti e strutture.
- Strutturare e collegare i dati di certificazione in un formato leggibile dalle macchine attraverso il GS1 Web Vocabulary, lo standard che fornisce un set di elementi semantici per rappresentare le informazioni di certificazione in una forma machine readable e in modo da essere interpretati coerentemente quando vengono scambiati tra le parti interessate.
- Rendere i dati di certificazione accessibili tramite Verified by GS1, che consente agli utenti di interrogare un GS1 GTIN o un GS1 GLN per confermarne la validità e ottenere riferimenti ai record di certificazione autorevoli.
L'adozione di questi standard porta benefici significativi all'intero ecosistema:
- I consumatori e gli acquirenti professionali possono consultare con facilità certificazioni collegate a specifici prodotti anziché affidarsi a dichiarazioni generiche o non comprovate. Ciò aumenta la fiducia riguardo le affermazioni su sicurezza, qualità, sostenibilità e etica di prodotti e aziende.
- Gli enti certificatori rimangono la fonte autorevole dei propri dati e beneficiano di una maggiore efficienza operativa avvicinandosi alle crescenti aspettative associate alla tracciabilità digitale.
- I proprietari di marchi e i produttori vedono un miglioramento della reputazione e un supporto nel rispetto delle normative, grazie alla comunicazione trasparente e al collegamento diretto tra certificazioni e dati.
- Retailer, grossisti e marketplace accelerano i processi di onboarding dei fornitori e i controlli per l'inserimento a listino e migliorano la qualità delle schede prodotto, rafforzando la fiducia nelle affermazioni promosse ai consumatori.
Il progetto pilota GS1 Sweden e TCO Certified
Un esempio concreto dell'applicazione del sistema basato sugli standard GS1 è rappresentato dal progetto condotto da GS1 Sweden, che ha collaborato con TCO Certified (la principale certificazione di sostenibilità per i prodotti IT rilasciata da TCO Development) in ambito di interoperabilità digitale per integrare gli identificatori GS1 nei propri criteri di certificazione.
Attualmente, i certificati vengono spesso rilasciati prima dell'inizio della produzione basandosi su test effettuati su prototipi, documentazione e rapporti di audit dei fornitori. Ciò comporta spesso l’assenza di un codice identificativo univoco al momento dell'emissione del certificato, rendendo difficile collegare con certezza il documento al prodotto finale.
Tuttavia, se le agenzie di certificazione richiedessero i GS1 GTIN al momento della certificazione, il problema verrebbe meno: negli ultimi anni, quindi, come parte dei suoi criteri relativi alla generazione 10 e successive, TCO Certified ha introdotto l'uso del GS1 GTIN come requisito obbligatorio per tutti i prodotti certificati. Con questa integrazione, TCO Certified garantisce che i prodotti certificati possano essere identificati in modo coerente in tutti i mercati, nei sistemi di acquisto e nelle piattaforme online, e pone le basi per la futura interoperabilità, incluso il potenziale utilizzo di codici a barre 2D e del GS1 Digital Link. L'iniziativa dimostra come gli schemi di certificazione possano adottare standard globali per migliorare la precisione già oggi, preparandosi al contempo per i futuri requisiti del Passaporto Digitale del Prodotto (DPP) e dei dati sulla sostenibilità previsti dalle evoluzioni normative dell'Unione europea.
Il progetto pilota GS1 US e Amazon
Un’ulteriore applicazione del sistema GS1 si riscontra nella collaborazione tra GS1 US e Amazon: il progetto pilota che hanno portato avanti mira a ottimizzare la gestione dei dati di certificazione a supporto del Climate Pledge Friendly (CPF) di Amazon. Il programma CPF contrassegna i prodotti sostenibili su Amazon con un logo a forma di foglia, facilitando la scelta di articoli ecologici da parte dei clienti, e integra diverse certificazioni di terze parti affidabili, come TCO Certified.
Nell’ambito del progetto pilota, grazie all'uso del GS1 GTIN per identificare i prodotti e del GS1 Web Vocabulary per strutturare i dati, gli organismi di certificazione e i brand hanno potuto condividere informazioni attendibili sulla certificazione in un formato JSON (JavaScript Object Notation) “machine-redable”.
Il modello dei dati di certificazione è stato sviluppato congiuntamente da Amazon e TCO Certified, integrando le esigenze del marketplace e dello schema di certificazione per riflettere le reali pratiche di certificazione e consentire di associare in modo affidabile le certificazioni al prodotto corretto tramite il GS1 GTIN.
L'adozione del modello standardizzato ha portato benefici al processo di convalida dei dati di certificazione in termini di:
- Efficientamento: la verifica, che un tempo richiedeva dai 15 ai 20 giorni (talvolta fino a 30), è stata ridotta a pochi secondi.
- Trasparenza in tempo reale: le certificazioni scadute vengono rimosse automaticamente.
- Scalabilità: il progetto ha dimostrato che la gestione manuale di un programma come CPF, che include oltre 2,2 milioni di prodotti, non è più necessaria, preparando la strada per la scalabilità.
Risultati condivisi
Seppur con obiettivi diversi, entrambe le iniziative sono giunte a conclusioni simili:
- L'identificazione standardizzata è essenziale: il GS1 GTIN e il GS1 GLN forniscono la base per collegare le certificazioni in modo affidabile ai prodotti e alle organizzazioni.
- I dati strutturati abilitano l'automazione e la qualità: l'uso del GS1 Web Vocabulary in formato JSON ha sostituito i documenti creati ad hoc con un pacchetto di dati che sia il mittente che il destinatario possono convalidare, riducendo ambiguità e lavoro manuale.
- L'infrastruttura GS1 esistente è sufficiente: nessuno dei due progetti ha richiesto nuove piattaforme tecnologiche; entrambi si sono basati su identificatori, registri e servizi già in uso per le informazioni sui prodotti e sulle aziende.
- La prontezza digitale (o digital readiness) supporta le esigenze del mercato e delle policy: gli stessi modelli che migliorano l'efficienza per marketplace e brand aiutano le organizzazioni a prepararsi per i nuovi requisiti di rendicontazione e trasparenza.
Per approfondire: