La giornata, che si è svolta a Roma lo scorso dicembre, ha favorito il confronto tra istituzioni, aziende ed esperti come Gianluca Brunori (Università di Pisa), Francesco D’Ausilio (Luiss), Barbara Pancino (Università della Tuscia) e i rappresentanti di EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) e CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria). Erano presenti anche cooperative, come Legacoop, AGCI, Fedeagripesca, e le principali organizzazioni agricole, come Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri.
Ha aperto i lavori Camilla Laureti - Eurodeputata del Partito Democratico e Vicepresidente del Gruppo dei Socialisti & Democratici - sottolineando la criticità del settore a causa della crisi climatica, dell'aumento dei costi, della concorrenza sleale e della necessità di una transizione sostenibile.
«L’innovazione digitale deve arrivare a tutte le aziende agricole – grandi e piccole, urbane e delle aree interne – e può essere la risposta a molte sfide che abbiamo davanti. L’obiettivo resta uno: garantire cibo sano, equo e di qualità per tutte e tutti», ha spiegato Laureti.
Durante il dibattito, diverse aziende leader nel settore hanno condiviso in dettaglio le loro esperienze di digitalizzazione e innovazione, illustrando come queste siano diventate leve strategiche fondamentali per affrontare le sfide attuali del mercato e migliorare l'efficienza operativa. Il dibattito ha delineato un percorso chiaro: l'integrazione sinergica tra tecnologia avanzata, un rinnovato capitale umano formato e l'uso strategico dei dati e della tracciabilità sono gli ingredienti essenziali per assicurare la competitività e la sostenibilità a lungo termine del settore agroalimentare.
In particolare, durante la sessione dedicata alle soluzioni nella digitalizzazione della food supply chain, Andrea Ausili, CIO, Standards & innovation director di GS1 Italy, ha presentato alcuni degli standard che permettono l’identificazione, la rappresentazione e la condivisione di dati per garantire tracciabilità e rintracciabilità lungo tutta la filiera:
- I codici di identificazione GS1, come i GS1 GTIN (Global Trade Item Number) per i prodotti e i GS1 GLN (Global Location Number) per luoghi, indirizzi e aree geografiche come appezzamenti di terreno coltivato.
- I codici a barre GS1 per identificare articoli e imballi: possono essere lineari (come l’EAN) o bidimensionali (come il GS1 DataMatrix e il QR code standard GS1).
- Gli standard di scambio elettronico di dati tra partner commerciali, per esempio EDI (Electronic Data Interchange) e EPCIS (Electronic Product Code Information Services).
L’utilizzo di standard GS1 consente di rendere le informazioni interoperabili tra i diversi attori e soluzioni, migliorando trasparenza, efficienza operativa e sicurezza in numerosi settori, compreso quello dell’agrifood.