Consumi e imprese
Nella parte finale del 2025 l’attività del comparto industriale in Italia ha fatto registrare alcuni primi segnali positivi. I segnali di ripresa, tuttavia, risultano concentrati interamente in alcuni settori produttori di beni strumentali, mentre risulta ancora in contrazione la produzione nei settori produttori di beni di consumo, che risentono sia della debolezza dei consumi sul fronte interno, ma anche dall’andamento sfavorevole dell’export. Nell’ultimo trimestre del 2025, difatti le esportazioni italiane di beni di consumo, in volume, sono diminuite del 2% rispetto all’ultimo trimestre del 2024. Al contrario, l’import è aumentato del 3,6%: gli scambi con l’estero hanno quindi rappresentato un forte elemento di freno per i settori produttori di beni di consumo.
Negli ultimi tre mesi disponibili (novembre 2025-gennaio 2026), la produzione industriale di beni di consumo si è contratta dell’11%, mentre con riferimento allo stesso trimestre dell’anno precedente la flessione è risultata dell’1,6%. Le tendenze risultano molto differenziate a livello settoriale. Rimane su livelli elevati la produzione nell’industria della farmaceutica, favorita soprattutto dall’andamento positivo dell’export, che ha beneficiato, specialmente nella prima parte dell’anno, dell’invio di prodotti verso gli Stati Uniti al fine di anticipare l’introduzione dei dazi. Nonostante una lieve correzione nel corso degli ultimi mesi, prosegue anche l’andamento positivo della produzione nell’industria alimentare, mentre invece si protrae la fase di difficoltà per il comparto delle bevande. Sembra abbiano arrestato la propria caduta i livelli produttivi dell’industria dell’abbigliamento e della pelletteria stabilizzandosi nei mesi più recenti. Un andamento simile ha caratterizzato la produzione di automobili. Nel corso dell’ultimo anno si è invece osservata una prima ripresa nella produzione di mobili, seppur ancora moderata se confrontata con la caduta degli anni passati, mentre risulta ancora in contrazione la produzione di elettrodomestici.
Anche i settori dei servizi risultano penalizzati dalla debolezza dei consumi. I dati relativi al fatturato dei settori di servizi, espresso in volume, evidenziano nel quarto trimestre dell’anno una contrazione, rispetto al terzo, in tutti i principali comparti più vicini ai consumatori: il commercio (-0,3%), il trasporto (-0,1%), le attività di alloggio e ristorazione (-0,3%).
Dai risultati delle indagini Istat presso le imprese non emergono al momento segnali di miglioramento delle prospettive, sia per quanto riguarda i settori industriali sia con riferimento ai settori dei servizi.
Figura 2 - Clima di fiducia, settori produttori di beni di consumo
Figura 3 - Clima di fiducia, settori del turismo
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