Dal 1928 l'Istat (Istituto nazionale di statistica) presenta l'aggiornamento annuale del paniere di beni e servizi, che contribuisce al calcolo dell'inflazione e che fotografa le scelte nel carrello della spesa degli italiani, sottolineando quali oggetti e prodotti del largo consumo fanno il loro ingresso o ne escono.
In 98 anni il paniere ha rivoluzionato il proprio contenuto a conferma dei cambiamenti nelle abitudini di spesa degli italiani, raccontando non solo una storia economica ma anche di costume.
Nella prima edizione il paniere comprendeva solo 59 prodotti, per lo più alimentari, suddivisi in cinque capitoli di spesa, mentre l'attuale ha adottato la nuova classificazione Ecoicop (European Classification of Individual Consumption by Purpose, versione 2), articolata su quattro livelli classificatori gerarchicamente ordinati in 13 divisioni di spesa, 47 gruppi, 122 classi e 234 sottoclassi.
Un imponente lavoro di raccolta dati
Nel complesso sono circa 27 milioni le quotazioni di prezzo: la maggioranza proviene dai dati della GDO (Grande distribuzione organizzata), mentre oltre 400 mila sono raccolte dagli uffici comunali di statistica in 80 città italiane in cui risiede l'84% della popolazione. Altri dieci comuni (in cui abita un ulteriore 5,1% della popolazione) effettuano la rilevazione limitatamente alle tariffe comunali e ad alcuni servizi locali. Nel 2026 il paniere complessivo conta 531 voci di prodotti per gli indici nazionali che raccontano un'Italia che, rispetto al passato, si sta indirizzando all'acquisto più di servizi che di beni, riscoprendo abitudini che sembravano ormai appartenere al passato, come l'utilizzo dei grembiuli scolastici e i filati per il lavoro a maglia e all'uncinetto.
Da quest'anno scommettiamo che...
Dal paniere emergono anche due tendenze che si stanno radicando nella popolazione: un sempre crescente interesse verso la vita all'aria aperta, con l'ingresso nel paniere di carbonella e bricchetti per barbecue oltre che di tende e zaini da campeggio, ma anche un maggior bisogno di sicurezza nelle proprie abitazioni, con l'introduzione dei kit di videosorveglianza per segnalare i tentativi di furto.
Per la prima volta nella storia del paniere, quest'anno non sono usciti beni dal conteggio ma ne sono soltanto entrati.
Inoltre in base alle nuove disposizioni europee, dal 2026 l’indice dei prezzi al consumo armonizzato sarà calcolato includendo anche i prezzi di giochi, lotterie e scommesse.
Otto nuovi ingressi
Nel paniere 2026 entrano otto nuovi elementi, ritenuti più rappresentativi dei consumi delle famiglie italiane:
- I grembiuli per bambini e le uniforme scolastiche per i ragazzi.
- I tappetini per il bagno.
- Le tende e gli zaini da campeggio.
- I filati a maglia e a uncinetto.
- I kit di videosorveglianza per segnalare i tentativi di furto.
- Il trasporto con autoambulanza privata.
- I software e gli antivirus.
- La carbonella o bricche di carbone per barbecue.
Alimentari e bevande i più presenti
Le quattro maggiori divisioni di spesa del paniere sono: prodotti alimentari e bevande analcoliche (17,1%), trasporti (15,5%), servizi di ristorazione e alloggio (12,6%, che registra l'aumento più rilevante rispetto a un anno fa, pari a +0,65 punti) e abitazione con le relative utenze (11,9%). Aumenta anche il peso degli articoli per la casa (+0,20 punti), trainato da utensili, attrezzature ed elettrodomestici, dell'abbigliamento e calzature (+0,15 punti) e quello della sanità (+0,24 punti), trainato dalla crescita dei servizi di cura ospedaliera e ambulatoriale. Calano invece ricreazione, sport e cultura (-0,48 punti), informazione e comunicazione (-0,45 punti) e trasporti (-0,16 punti).
Il carrello della spesa vola a +2,1%
Secondo le stime preliminari, nel mese di gennaio 2026 l'inflazione generale, ovvero l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), ha una variazione del +0,4% su base mensile e del +1,0% su base annua soprattutto a causa dell'aumento degli alimentari (+2,5%) dei servizi relativi all'abitazione (+4,4%), dei tabacchi (+3,3%) e dei servizi ricreativi, culturali e cura persona (+3,0%), mentre è più elevata la crescita del carrello della spesa, ovvero i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano di +2,1% rispetto a gennaio 2025. L'inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è pari a +1,8%, e quella al netto dei soli beni energetici a +1,9%.