Innovazione

Intelligenza artificiale e proprietà intellettuale: una sfida in costante cambiamento

L’ultima edizione del Forum Indicam si è rivelata un’ottima occasione di confronto tra esperti e istituzioni sulle nuove frontiere della proprietà intellettuale. Al centro del dibattito, il ruolo dei dati, la lotta alla contraffazione digitale e la necessità di costruire un ecosistema affidabile per imprese e consumatori

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Come proteggere marchi, prodotti e contenuti in un mondo in cui l’intelligenza artificiale (IA, ndr) è sempre più presente nei processi di ricerca, acquisto e produzione delle informazioni? È questa la domanda che ha guidato la 39a edizione del Forum Indicam, l’appuntamento annuale promosso dall’associazione che dal 1987 si occupa di tutela della proprietà intellettuale e di contrasto alla contraffazione.

L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, esperti e imprese per riflettere sugli effetti che l’introduzione dell’IA sta producendo in un ambito cruciale per la competitività delle aziende. Il confronto ha messo in evidenza che la questione non riguarda soltanto la protezione dei diritti, ma anche la capacità di garantire informazioni affidabili, in un ecosistema digitale sempre più complesso e articolato.

Tra innovazione e tutela

Ad aprire i lavori è stato il Presidente di Indicam, Mario Persico, che ha ricordato l'alto impatto economico e sociale della contraffazione, un fenomeno che continua a sottrarre valore all’innovazione e a penalizzare le imprese che operano nel rispetto delle regole. In questo contesto, Persico ha sottolineato che il ruolo dell’associazione è proprio quello di accompagnare le aziende e le istituzioni nella comprensione delle trasformazioni in corso. La parte istituzionale dell’evento ha evidenziato la necessità di trovare un equilibrio tra sostegno all’innovazione e tutela dei diritti e di rafforzare gli investimenti dell’Europa in tecnologie strategiche, evitando che gli adempimenti normativi diventino un ostacolo alla crescita di imprese e start-up.

La contraffazione si sposta online

Tra i temi principali dei quali si è parlato spicca l’evoluzione stessa della contraffazione. Gli esperti e i tecnici hanno infatti evidenziato quanto oggi il fenomeno sia modificato nelle modalità e nelle dimensioni. La contraffazione, infatti, non è più correlata principalmente ai grandi flussi di merci, ma si manifesta sempre più spesso online, attraverso marketplace, social network e piattaforme di commercio elettronico. La diffusione di piccoli venditori, di account che cambiano rapidamente identità e di contenuti pubblicati su una molteplicità di canali diversi rende quindi anche il controllo più complesso rispetto a quanto non fosse in passato, ma in questo scenario l’intelligenza artificiale può anche diventare un alleato prezioso. La capacità di analizzare enormi quantità di dati, infatti, consente a chi lotta contro la contraffazione di individuare molto più rapidamente le anomalie, selezionare i controlli in modo più efficace e raccogliere prove digitali solide e tempestive. Allo stesso tempo, però, gli stessi strumenti vengono naturalmente utilizzati anche da chi opera nell’illegalità e i contenuti fraudolenti sono quindi sempre più sofisticati e difficili da distinguere da quelli autentici. Per questo la sfida non consiste soltanto nel trovare più rapidamente le violazioni, ma anche nel riconoscerle con precisione e intervenire in tempi brevi.

Il valore dell’informazione affidabile

Uno dei messaggi più interessanti emersi durante il Forum riguarda il rapporto tra intelligenza artificiale e qualità dei dati. Per funzionare correttamente, infatti, i sistemi di IA devono poter accedere a informazioni affidabili, aggiornate e verificabili. Su questo aspetto si è soffermato Bruno Aceto, CEO di GS1 Italy, evidenziando il ruolo degli standard condivisi nell’identificazione e nella descrizione dei prodotti. Il suo intervento ha sottolineato come solo attraverso informazioni strutturate e riconosciute a livello internazionale diventa possibile creare un collegamento affidabile tra il prodotto fisico e la sua identità digitale.

Si tratta di un tema che assume importanza crescente anche alla luce dell’evoluzione del commercio elettronico, dove sistemi basati sull’intelligenza artificiale sono sempre più coinvolti nella ricerca e nella selezione dei prodotti. In questo contesto, la fiducia nei dati rappresenta un elemento essenziale, sia per le imprese sia per i consumatori.

La possibilità di collegare ai prodotti certificazioni, attributi e contenuti verificabili lungo tutta la filiera contribuisce infatti a rafforzare non solo la tracciabilità e la trasparenza, ma anche la tutela dei marchi.

Una sfida che riguarda tutti

Dal confronto tra relatori è emersa una convinzione condivisa: l’intelligenza artificiale non è soltanto una tecnologia da regolamentare, ma una trasformazione destinata a incidere profondamente sul modo in cui vengono gestiti dati, prodotti e diritti. Per questo la tutela della proprietà intellettuale passa sempre più dalla capacità di costruire sistemi informativi affidabili e interoperabili, in grado di garantire autenticità in un ambiente digitale in continua evoluzione. Una sfida che coinvolge istituzioni e operatori del settore e che appare destinata a diventare sempre più centrale.

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