Francesco Fracassi: Buongiorno Giada.
Giada Necci: Buongiorno a voi.
D: Oggi parliamo di costruzioni: cosa intendiamo quando facciamo riferimento alla filiera delle costruzioni?
R: Quando abbiamo cominciato a lavorare con il settore delle costruzioni si è aperto davanti a noi un ecosistema molto articolato: in questo caso infatti non si parla della classica filiera produzione-distribuzione-utilizzo, ma di più filiere che operano contemporaneamente.
Più nel dettaglio, c'è sicuramente una parte della filiera che si occupa di produzione, ma questo segmento coinvolge tanti attori diversi a seconda del tipo di prodotto che dev’essere fabbricato: se si parla di materiale elettrico vengono coinvolti alcuni attori, se si parla di indotti del mondo idrotermosanitario si parla di altri attori, se si parla di calcestruzzi o cementi di altri ancora. Quello che la differenzia - e che se vogliamo amplia la filiera delle costruzioni rispetto alle altre filiere con cui siamo abituati a lavorare, per esempio quella dell’healthcare - è che c'è anche tutta la parte del cosiddetto DIY (“do it yourself”, cioè il “fai da te”, ndr). Questa specifica sub filiera ha dinamiche a noi più familiari, più simili a quelle del largo consumo, e può essere sia assimilata alla classica filiera produzione-distribuzione-utilizzo.
Altra particolarità: i prodotti finiti, in questo settore, sono quasi sempre la somma di tanti prodotti combinati. C’è insomma una rete di operatori professionali che collabora per ottenere un’opera finale che altro non è che un insieme di tanti prodotti diversi - ciascuno con un proprio produttore - che si assemblano per costruire qualcosa di diverso - un palazzo, una stazione, un ponte, qualsiasi cosa ci possa venire in mente.
Quindi, quando si parla della filiera delle costruzioni, si intersecano anche altre filiere operative, come per esempio quella delle ferrovie o quella dell'energia: parliamo di un ecosistema molto ampio, la cui vastità è dimostrata anche dai numeri.
Quando abbiamo iniziato a lavorare per il settore delle costruzioni, per prima cosa abbiamo commissionato un'indagine a un ente terzo per capire come fosse fatta la filiera, chi fossero i principali stakeholder di riferimento e i decision maker con cui entrare in contatto per strutturare una collaborazione che favorisse l'implementazione dei nostri standard. L’indagine ci ha restituito un documento che si aggira intorno alle 350 pagine: è l’elenco - notevole - di attori che ci racconta la grande filiera delle costruzioni.
Quindi, per concludere, quando si parla di costruzioni si parla di un mondo vasto. Il segmento più vicino a noi è quello del mondo del fai da te, perché si avvicina molto alla filiera del largo consumo che siamo abituati a conoscere ed è anche quello in cui gli standard GS1 sono già entrati da tempo. Accanto a questo c’è poi però un insieme di soggetti e stakeholder che operano in questo settore da un punto di vista professionale, quindi non tanto per utilizzare un manufatto ma per costruire un lavorato più ampio - quello che nel gergo viene chiamato costrutto - che assembla tantissimi prodotti primari per ottenere un risultato finale - il costrutto, per l’appunto.
D: Quali sono gli attori che compongono questa filiera?
R: Per quanto riguarda gli attori, se dovessi fare una sintesi, potrei iniziare con gli attori della produzione, quindi appunto il produttore con i possibili distributori. Poi però c'è tutto il mondo della progettazione e della costruzione vera e propria, che è fatta di architetti e di ingegneri, ma prima ancora di committenti, cioè di coloro che commissionano un costrutto a un'impresa di costruzione.
La filiera delle costruzioni però ha un’ulteriore peculiarità: non si conclude quando il costrutto viene concluso e consegnato. Il costrutto, infatti, qualunque esso sia, ha poi una sua vita, va manutenuto e alla fine riciclato oppure smaltito: quindi entra in gioco anche il mondo del facility management.
Ultimi ma non ultimi, quando parliamo di attori della filiera delle costruzioni, sono il legislatore - con cui il settore deve costantemente confrontarsi - le istituzioni - specie quelle locali, come l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani, ndr) - e soprattutto le associazioni di categoria: rispetto alle altre filiere con cui ho lavorato, qui il numero è altissimo, si fa fatica persino a contarle.
D: Da quanto tempo GS1 Italy collabora con questo settore? Da dov’è nata l'esigenza del settore di rivolgersi a un'organizzazione come GS1?
R: Anche qui c'è da fare una distinzione. Quando parliamo di quei prodotti da costruzione che noi privati compriamo negli store dedicati al fai da te, tipicamente per usarli poi a casa, parliamo come detto di una filiera già abituata ad avere a che fare con gli standard GS1 e assimilabile al settore del largo consumo: di fatto, per noi, è qualcosa che rientra nel filone del retail. Come per il settore del largo consumo, questi prodotti utilizzano da tempo gli standard GS1 principalmente ai fini dell’identificazione.
Il passo in più, cioè l'estensione dell'utilizzo degli standard GS1 al di fuori di questa microfiliera più affine a noi, è nato dai bisogni nuovi che il settore delle costruzioni ha incontrato strada facendo, in primis quelli legati alla sostenibilità - perché il tema della sostenibilità impatta moltissimo anche questo mondo - e quello della digitalizzazione, in particolare in Italia dove si avverte un gap tecnologico.
Ancora oggi, spesso, dal punto di vista della filiera quando un sacco di cemento arriva in cantiere il ciclo è chiuso. Serviva quel sacco di cemento per fare qualcosa: identificarlo, tracciarlo, è una questione secondaria. Questa filiera vive ancora moltissimo di informazioni veicolate a voce o tramite processi cartacei e manuali. Di recente però, di fronte ai mutamenti del sistema economico, ha capito di avere la necessità di ristrutturarsi, di crescere, di diventare più digitale. Le esigenze principali che hanno visto il settore delle costruzioni avvicinarsi al mondo di GS1 sono quindi da un lato quello della sostenibilità e l'altro dall'altro quello della digitalizzazione.
Come GS1 Italy, ci stiamo interfacciando con la filiera delle costruzioni - nella sua accezione più estesa - da poco, diciamo dal 2022, quando si sono fatti sentire gli strascichi della crisi innescata dalla pandemia. Ci sono colleghi, penso soprattutto al Nord Europa, che invece ci lavorano da più tempo.
D: Quali sono stati gli step principali che GS1 Italy ha adottato per approcciare questo settore? Le esperienze degli altri paesi sono state d’aiuto?
R: Assolutamente sì, ci siamo confrontati con i nostri colleghi europei per capire cosa avevano fatto e stavano facendo per collaborare positivamente con gli stakeholder di riferimento che operano nel settore delle costruzioni.
Per quanto riguarda il nostro approccio, come anticipato, il primo step è stato quello di commissionare un'indagine conoscitiva del settore, in modo da capire chi fossero i principali attori protagonisti e, fra questi, chi fossero quelli più sensibili ai temi di digitalizzazione e sostenibilità. Questa attività ha portato via del tempo ma ci ha dato l'opportunità di conoscere alcuni importanti attori della filiera e ci ha fornito dei punti di riferimento con i quali confrontarci per capire se gli standard GS1 potevano essere utili anche nel settore delle costruzioni italiano. Alla fine, chiusa la ricerca e avuto un quadro più chiaro della situazione, abbiamo deciso quali standard GS1 utilizzare confrontandoci con i colleghi delle MO (member organization, cioè le organizzazioni GS1 dei vari paesi, come GS1 Italy in Italia ndr) che operavano nel settore delle costruzioni già da tempo, partendo dalle attività in corso e dai loro principali interlocutori.
D: All’interno di questo processo e di questo percorso, qual è il tuo ruolo in GS1 Italy? Con quali figure ti interfacci maggiormente all'interno di un mondo così vasto?
R: Quando si parla di costruzioni non è ancora facile individuare chi sono i nostri principali interlocutori, perché noi per primi abbiamo ancora bisogno di capire e conoscere chi fa cosa in questo settore.
Di solito le persone con cui mi interfaccio lavorano nell’information technology e devono occuparsi di identificazione e tracciabilità: figure professionali legate quindi al tema della trasparenza, che operano negli ambiti di supply chain o di digitalizzazione. Accanto a questi, ci sono poi le figure professionali che si occupano di operation, che sono assimilabili, per intenderci, a chi si occupa di supply chain management in settori come quello sanitario oppure del largo consumo.
Per quanto riguarda il mio ruolo in GS1 Italy, sono ancora in una fase che possiamo chiamare di apprendimento: mi aspetto quindi che la mia attività cambierà e crescerà nel tempo. In questo momento, quello che faccio principalmente è cercare di mettermi a disposizione della filiera ed entrare in sintonia con le aziende per capire quali possono essere le esigenze - in termini appunto di digitalizzazione, sostenibilità, identificazione e tracciabilità - che possiamo legare insieme e mettere sotto il cappello generale della visibilità: da lì, l’obiettivo è introdurre il tema degli standard GS1 - di volta in volta i più idonei - e del modo in cui potrebbero aiutarle a rendere più efficienti ed efficaci i loro i loro processi.
D: In questa fase, che è ancora conoscitiva, esplorativa, quali sono gli standard e le soluzioni GS1 che entrano in gioco?
R: Anche qui ci rifacciamo all'esperienza dei nostri colleghi europei: come prima risposta, a caldo, risponderei però che tutti gli standard GS1 potrebbero essere efficaci nel settore delle costruzioni. In questo momento specifico, tuttavia, quelli che principalmente vediamo come prioritari, come quelli che potenzialmente le aziende potrebbero introdurre prima, sono sicuramente quelli legati all'identificazione. Identificazione di prodotti sì ma anche di luoghi, di entità fisiche o di costrutti, attraverso la chiave di GS1 che viene chiamata GLN.
Accanto al tema dell’identificazione c’è poi quello della cattura, perché questa filiera, non diversamente da qualunque altra, ha bisogno di un sistema che in maniera più o meno automatizzata permetta di avere accesso a determinate informazioni, e quindi recuperare e gestire dei dati relativi alle attività e ai processi che si stanno svolgendo. Si parla dunque di codice a barre, ma potenzialmente si potrebbe parlare anche di tecnologia RFID. Non possiamo poi dimenticare tutti quegli standard che fanno parte dello scambio di informazioni, perché anche in questa filiera è fondamentale che le informazioni arrivino nella maniera più precisa possibile a chi poi le deve gestire: in questo senso mi riferisco al GS1 GDSN (Global data synchronisation network, è il più grande network di informazioni sui prodotti a livello mondiale, ndr), per esempio, o anche all’EPCIS, perché quando si parla di un palazzo è importante avere a portata di mano in tempo reale anche le informazioni di quello che c’è dentro, per via di quello di cui parlavo prima, cioè della manutenzione, dello smaltimento e del successivo riciclo eventuale di alcune alcune parti di quel costrutto.
Infine, non dimentichiamoci che anche questo settore, come altri in cui stiamo lavorando, sarà impattato nel prossimo futuro dal tema del Digital Product Passport e avrà quindi sicuramente bisogno di implementare quegli standard che hanno a che fare con l’adempimento dei relativi requisiti normativi.
D: Quali sono gli obiettivi di breve e di medio periodo che GS1 Italy si pone nei confronti della filiera delle costruzioni? Quali sono le aspettative?
R: Faccio una premessa: parliamo di una filiera che vale un terzo del PIL italiano. È importante che una filiera di tale rilevanza utilizzi e implementi processi di digitalizzazione abilitati dagli standard GS1, e possa così essere più efficiente e generare sempre più valore.
Il punto di partenza sono l'identificazione e la tracciabilità, sia dei prodotti ma anche di tutto quello che sta intorno a un ambiente costruito. È qui che vogliamo arrivare insieme.
Per fare questo siamo consapevoli di dover approfondire la nostra conoscenza del settore e, al contempo, promuovere la consapevolezza che questo ha di GS1, di GS1 Italy e degli strumenti che possiamo mettere a sua disposizione.
D: Vorrei chiudere con una panoramica di lungo periodo: quali sono le prospettive della filiera? Cosa la filiera si aspetta di ottenere? Quale rapporto la filiera delle costruzioni dovrà strutturare con GS1 Italy per far fronte alle sfide del futuro?
R: Come detto, l'economia si sta evolvendo a una velocità tale - sia a livello nazionale, sia europeo che globale - che anche il settore delle costruzioni si trova a dover andare incontro a trasformazioni radicali e repentine. I processi operativi, per stare al passo, devono essere sempre più efficienti ed efficaci: questo vuol dire spingere forte sul pedale della digitalizzazione. La digitalizzazione però di per sé non basta, perché, per esempio, anche il settore delle costruzioni sarà impattato in maniera importante - anzi, lo è già - da tutto il tema della sostenibilità.
La filiera, quindi, si troverà ad affrontare un periodo di importanti trasformazioni che la porteranno sempre di più verso la standardizzazione dei processi e delle attività: quando si parla di standardizzazione non si può non parlare di GS1.
In questo ambito rientrano i temi dell'identificazione, della visibilità, della trasparenza, della tracciabilità ma anche soprattutto l'introduzione del Digital Product Passport, che diventerà un importante milestone anche per questo settore: se vogliamo tracciare un paragone con il settore dei dispositivi medici con l’UDI (Unique device identification, è il sistema di codifica standardizzato utilizzato per identificare e tracciare i dispositivi medici nel mercato europeo, ndr), anche qui ci sarà un momento in cui o le aziende si adegueranno e diventeranno compliant a quello che il legislatore europeo richiede loro oppure rimarranno fuori dal business. Come a loro tempo è toccato alle aziende del comparto dei dispositivi medici, quindi, anche la filiera delle costruzioni si dovrà adeguare ai requisiti legislativi: quando si parla di Digital Product Passport, uno dei partner riconosciuti per poter implementare almeno alcuni step di questo processo è sicuramente GS1 con i suoi suoi strumenti standard.
Francesco Fracassi: Grazie mille Giada!
Giada Necci: È stato un piacere, alla prossima volta!
Per saperne di più, visita la pagina dedicata al settore costruzioni sul sito di GS1 Italy.