Retail e brand

Marca del distributore sempre più centrale nelle strategie del retail

Il rapporto presentato da The European House Ambrosetti alla fiera Marca by BolognaFiere & ADM ha messo in evidenza l’importanza della private label, un comparto che nel 2025 ha raggiunto 31,5 miliardi di euro di fatturato e una quota di mercato del 30,4%

La business community riunita il 14 e 15 gennaio a Bologna in occasione di Marca by BolognaFiere & ADM, il salone dedicato alla marca del distributore giunto alla 22° edizione, ha celebrato un settore in costante sviluppo, che si conferma uno dei motori di crescita della grande distribuzione organizzata (GDO). Lo ha confermato il Rapporto di The European House Ambrosetti (TEHA) sul ruolo della distribuzione moderna e della MDD (marca del distribuotre), presentato in occasione del convegno di apertura della manifestazione. A illustrarlo sono stati Benedetta Brioschi, Partner di TEHA, e Nicola Neri, Amministratore delegato di Ipsos.

Bastano alcuni macro-dati per comprendere il peso strategico di entrambe. Secondo il rapporto, la GDO nel 2024 ha fatturato 173,1 miliardi di euro e 28,9 miliardi di valore aggiunto, dando lavoro a 454 mila addetti. Numeri sufficienti a dimostrare che il moderno retail è in grado di costruire fiducia, il tema scelto da TEHA per costruire la sua articolata analisi.

Una performance solida

Dal canto suo, nel 2025 la MDD ha sviluppato un giro d’affari complessivo di 31,5 miliardi di euro (+6,8%), raggiungendo una quota di mercato a valore pari al 30,4% (+0,5 punti percentuali vs 2024). Se analizziamo il perimetro della distribuzione moderna in senso stretto (esclusi dunque i discount), la MDD si attesta a 16,5 miliardi di euro e a una quota del 23,1%, contro i 15,6 miliardi e il 22,4% del 2024. Positivi anche i volumi (+4%), soprattutto al Sud e nelle Isole, dove l’incremento è doppio rispetto alla media nazionale in termini di valore e circa il triplo per volume. Performance brillanti le registrano soprattutto i segmenti mainstream, biologico e premium. Una conferma del fatto che i prodotti MDD non sono solo convenienti, ma sempre più di qualità.

Non va peraltro dimenticato, come ha fatto nel suo intervento introduttivo l’economista Veronica De Romanis, che il positivo andamento del comparto va inquadrato in una fase di incertezza dello scenario economico e geopolitico. «La stabilità dev’essere considerata uno strumento e non il vero obiettivo, in un contesto in cui la crescita è ostacolata da due fattori-chiave come la demografia e il debito pubblico».

«Per ridurre il debito occorre una incisiva spending review e investire sulle riforme, incentivando l’occupazione femminile e la formazione dei giovani» Veronica De Romanis, Professoressa di politica economica europea presso Stanford University di Firenze e Luiss Guido Carli di Roma

Risparmio e sviluppo

Dal 2020 a oggi la marca del distributore ha generato 22 miliardi di euro di risparmi per le famiglie italiane, riscuotendo la fiducia di nove italiani su dieci. L’ottima salute di cui gode la private label si riflette ovviamente sul business delle aziende fornitrici. I cosiddetti MDD partner, distribuiti piuttosto equamente lungo la Penisola, hanno ottenuto risultati migliori rispetto all’industria agroalimentare nel suo complesso. Infatti, nell’ultimo decennio la crescita media annua del loro fatturato è stata pari a 1,7 volte, quella dell’occupazione pari a 3,2 volte e quella del valore aggiunto pari a 2 volte.

La partnership tra i protagonisti della filiera che esprime i prodotti a marchio del distributore è il valore emerso dagli interventi dei partecipanti alla tavola rotonda seguita alla presentazione del report, cui hanno partecipato:

  • Mario Lusetti, Presidente di ADM - Associazione Distribuzione Moderna
  • Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti
  • Flavio Ferretti, Presidente di IBC - Associazione Industrie Beni di Consumo
  • Anna Rea, Presidente di Adoc-Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori.

Ferretti, in particolare, ha sottolineato «l’importanza degli strumenti che GS1 ci mette a disposizione per favorire il dialogo tra Industria e Distribuzione».

«La MDD non è soltanto una scelta di convenienza, ma una scelta valoriale, che implica una piena adesione ai messaggi e alla proposta complessiva dell’insegna» Benedetta Brioschi, Partner e responsabile scenario food&retail e sustainability di The European House – Ambrosetti e TEHA Group.

Un nuovo rapporto retail-consumatore

Qual è l’identikit della distribuzione moderna del futuro? Come mantenere intatta la capacità di trasmettere i valori chiave alla filiera estesa? In conclusione, il report di TEHA ha proposto tre leve per indirizzare un paradigma di “coerenza valoriale” tra insegna e consumatore:

  • MDD: democratizzazione di stili di consumo sani e sostenibili grazie a un patto di accessibilità.
  • Distribuzione moderna: diffusione sul territorio e concezione del punto vendita come un punto di incontro da migliorare e ottimizzare costantemente.
  • “Beyond trade”: creazione di un ecosistema integrato di prodotti, servizi ed esperienze personalizzate. Ciò significa che l’obiettivo di fondo è sempre più l’omnicanalità e quindi l’ingaggio del consumatore anche oltre il punto di vendita fisico.

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