Retail e brand Non food

Acquisti non food, l’IA aiuta a scegliere

Dall’Osservatorio Non Food di GS1 Italy emerge che un utente su due usa motori di ricerca potenziati dall'intelligenza artificiale, ma si preferisce ancora affidarsi al confronto con l’essere umano

Il non food in Italia realizza un fatturato di 111 miliardi di euro con un andamento su base annua sostanzialmente stabile (+0,6% nel 2024 vs 2023) e 433 mila prodotti in vendita. Si assiste però a una razionalizzazione dei punti di vendita fisici con uno spostamento verso i poli commerciali per dare al consumatore la concentrazione dell’offerta in uno stesso luogo.

Per la natura di beni durevoli, e quindi per il maggiore costo che generalmente l’acquisto implica, il consumatore è solito raccogliere informazioni sui prodotti: uno su tre lo fa su internet. Oggi in questa fase decisionale entra in gioco anche l’intelligenza artificiale. L’ultima edizione dell’Osservatorio Non Food di GS1 Italy ha dedicato parte della ricerca a questo aspetto e i principali risultati sono stati presentati durante l’ultima edizione di Marca by BolognaFiere & ADM,

Tra coloro che cercano informazioni su internet, il 50% le trova su motori di ricerca potenziati con funzionalità di intelligenza artificiale (IA), ma restano ancora molto importanti le opinioni umane, infatti il 40% si affida alle recensioni. L’interazione con l’IA dipende anche dalle categorie di prodotto che si vogliono acquistare: viene consultata soprattutto per elettronica di consumo e al secondo posto per abbigliamento calzature intimo accessori seguiti dagli articoli per lo sport. Anche l’età incide con le giovani generazioni che sono più inclini ad affidarsi al giudizio dell’IA, ma in generale l’interazione con l’uomo resta ancora la modalità di confronto preferita.

«I prodotti del non food richiedono un ampio numero di informazioni, quindi è importante rispondere a questa esigenza dei consumatori e costruire con essi un rapporto di fiducia. In questo processo l’intelligenza artificiale può rappresentare uno strumento utile, a condizione che i dati immessi siano veritieri, precisi, trasparenti, altrimenti anche gli output che produrrà saranno poco chiari se non addirittura errati andando a minare la fiducia costruita dal brand» spiega Samanta Correale, Senior business intelligence manager di GS1 Italy.

Il peso dei canali di acquisto

Dall’analisi dei canali di acquisto, dall’Osservatorio GS1 Italy emerge che tengono e restano rilevanti i negozi specializzati con una quota a valore delle vendite del 36% e le grandi superfici specializzate (GSS) con il 32%. Cresce anche l’e-commerce che però non è presente in tutti i settori, ma dove c’è realizza una media del 12% di copertura delle vendite.

Per alcune categorie merceologiche il consumatore assume dei comportamenti specifici in funzione della presenza dei punti di vendita sul territorio o di preferenze consolidate, per esempio per abbigliamento e articoli sportivi le GSS arrivano a coprire rispettivamente il 50% e il 57% delle vendite a valore oppure nella cancelleria e nei casalinghi il 28% e il 17% delle vendite è veicolato da iper e supermercati (grandi superfici alimentari che hanno una sales location a valore nel mercato non food del 5%) così come il 58% delle vendite dell’edutainment avviene tramite e-commerce, superando ampiamente il 12% di quota media del canale.

Quattro tendenze trasversali

Negli ultimi cinque anni tutti i 13 segmenti del non alimentare monitorati da GS1 Italy crescono e si possono desumere dei trend trasversali. In primo piano emerge il concetto di benessere che spinge gli acquisti verso soluzioni legate alla salute fisica e mentale, alla gestione dello stress e al miglioramento della qualità dell'ambiente domestico e delle esperienze outdoor. Parallelamente, assistiamo al fenomeno del "kids-adult" (adulti che acquistano e collezionano prodotti adatti all’infanzia: giocattoli, fumetti, videogiochi, ecc., ndr), in cui i confini generazionali sfumano nella generalizzata esigenza di svago. Si consolida la filosofia dell'"acquisto per sempre": una nuova sensibilità verso la sostenibilità e il valore nel tempo che premia il mercato del second hand, il ricondizionamento e i servizi di riparazione, preferendo prodotti durevoli al possesso usa-e-getta. Infine, l'esigenza del "tutto sempre e subito" domina la logica distributiva, richiedendo un'integrazione perfetta tra online e offline.

A proposito dell’attenzione alla sostenibilità Davide Rossi, Direttore generale di Aires Italia (Associazione italiana retailer elettrodomestici specializzati) – che associa Euronics, Expert, GRE, MediaWorld e Unieuro – ha affermato che la vendita di prodotti riparati o ricondizionati è stimata in grande incremento:

«Passerà dal 3% attuale al 30% tra 10 anni. Un’occasione per le insegne di assumere un ruolo di marca sui prodotti rigenerati, ma occorre colmare l’assenza di una definizione normativa precisa che fissi limiti chiari e regoli i rapporti tra i retailer e le industrie produttrici».

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