Luciano Canova
L’opinione di Luciano Canova

Censimento 2024: il condominio Italia fa l’inventario

Dal Censimento Istat 2024 la fotografia di un paese che invecchia e che perde costantemente parte della sua popolazione. Un campanello d’allarme per ripensare urgentemente regole e servizi

Economia e consumi

Immaginate l’Italia come un grande condominio. Una volta l’anno l’amministratore passa porta a porta: non per curiosare, ma per capire quante persone vivono davvero dentro lo stabile, in quali appartamenti, e come cambiano i bisogni comuni. Il Censimento Istat, edizione 2024, è quel verbale: sobrio, puntuale, e con qualche riga che suona come un campanello d’allarme.

Al 31 dicembre 2024, in Italia dimorano abitualmente 58.943.464 persone: 27.766 in meno rispetto a fine 2023. È un calo piccolo (-0,5 per mille), ma ormai costante. E, soprattutto, distribuito in modo molto diverso tra “scale”: Sud e Isole scendono più in fretta (-2,5 e -2,8 per mille), il Centro arretra (-1,0), mentre Nord-Ovest e Nord-Est crescono (+1,4 e +1,2 per mille).

Nel bilancio dell’amministratore c’è una voce che pesa: gli stranieri residenti sono 5.371.251, pari al 9,1% della popolazione. La loro crescita contribuisce a contenere la diminuzione complessiva e sostiene in particolare alcune aree del Nord. Quello della migrazione è e sarà un tema sempre più rilevante per diversi aspetti strategici dello sviluppo Italia: crescita economica e produttività del lavoro; sostenibilità della spesa sociale; demografia.

Guardando ai singoli comuni, il quadro ricorda un palazzo in cui molte porte si chiudono: il 56,1% dei comuni (4.429 su 7.896) perde popolazione, anche se leggermente meno dell’anno precedente. Faticano sia i grandissimi sia i piccolissimi: tra i 44 comuni sopra i 100 mila abitanti, 27 sono in calo; tra quelli fino a 5 mila abitanti, poco meno di sei su dieci arretrano. Roma resta il “super attico” con 2.747.290 residenti (ma diminuisce), mentre Morterone, nel Lecchese, rimane il monolocale più piccolo: 32 abitanti.

Il punto, però, non è solo quanti siamo: è quanti anni abbiamo. L’età media, infatti, sale a 46,9 anni. I 0-14enni scendono all’11,9%, gli over 65 salgono al 24,7%. E i “grandi anziani” (85+) sono 2 milioni e 410 mila: +90 mila in un solo anno. L’indice di vecchiaia arriva a 208 anziani ogni 100 ragazzi sotto i 15; e per ogni bambino sotto i sei anni ci sono sei persone con almeno 65 anni. Il quadro dell’amministrazione di condominio, insomma, conferma che la prossima assemblea dovrà necessariamente discutere di come affontare il tema delle spese condominiali nei prossimi decenni.

Fuor di metafora: la base demografica continua ad assottigliarsi. Nel 2024 le nascite sono 369.944 e la fecondità scende a 1,18 figli per donna, minimo storico. Quasi quattro nascite su cinque (78,2%) avvengono da coppie con entrambi i genitori italiani; le nascite con almeno un genitore straniero sono il 21,8% e restano sostanzialmente stabili.

Ecco perché l’appartamento “Italia” si svuota lentamente: nel 2024 i decessi sono circa 651 mila e il saldo naturale resta molto negativo (circa -281 mila). A compensare in parte ci pensa il movimento con l’estero: le immigrazioni sono circa 435 mila e il saldo migratorio con l’estero è positivo per circa +244 mila. Ma anche qui la domanda è: in termini di capitale umano, chi lascia l’Italia e chi vi fa ingresso?

C’è infine un dettaglio che pesa sul bilancio condominiale di domani: le famiglie si restringono. In vent’anni la dimensione media è scesa da 2,6 a circa 2,2 componenti.

Questo, alla fine, è il senso del censimento: non una fotografia da archiviare, ma un inventario per decidere dove mettere ascensori, rampe, scuole, ambulatori, trasporti. Perché se cambiano gli inquilini (e la loro età), cambiano anche le regole del vivere insieme.

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