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Via libera alla riforma delle indicazioni geografiche

Il nuovo regolamento rafforza il ruolo dei consorzi di tutela e valorizza i prodotti Dop e Igp, un settore che solo in Italia sviluppa oltre 80 miliardi di euro

Lo scorso 28 febbraio il Parlamento europeo ha votato a stragrande maggioranza la riforma del sistema delle indicazioni geografiche (Ig, che identificano prodotti le cui qualità sono specificamente legate alla zona di produzione, ndr). Frutto di un lungo e complesso iter legislativo, è un traguardo molto importante perché valorizza le produzioni certificate e garantisce maggiori tutele a un comparto che in oltre trent’anni ha sviluppato numeri ragguardevoli.

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Basti pensare che oggi la cosiddetta “Dop economy” (il segmento della produzione e trasformazione dei prodotti agricoli destinati all'alimentazione a indicazione geografica, ndr) rappresenta nell’Unione europea:

  • Oltre 3.400 prodotti agroalimentari di qualità.
  • Un valore superiore a 80 miliardi di euro.

In Italia il settore:

  • Conta 890 Dop e Igp (sigle che rispettivamente indicano i marchi “denominazione di origine protetta” e “indicazione geografica protetta”, ndr).
  • Sviluppa oltre 20 miliardi di euro.
  • Dà lavoro a circa 200 mila addetti.
  • È rappresentato da 296 consorzi di tutela.

(Fonte: Fondazione Qualivita).

Un sistema univoco

Il nuovo testo unico, di cui l’europarlamentare Paolo De Castro è stato relatore, riunisce per la prima volta in un quadro univoco le denominazioni del cibo, del vino e delle bevande spiritose. La riforma mette in evidenza come le Ig possano alimentare l’intero sviluppo del comparto agroalimentare europeo e attribuisce a qualità e sostenibilità un ruolo centrale. I punti salienti della riforma si possono così sintetizzare:

  • I consorzi di tutela
    Oltre a salvaguardare gli schemi nazionali per il loro riconoscimento, il nuovo regolamento ne rafforza le prerogative. Tra queste, l’estensione da tre a sei anni per i piani di regolazione dell’offerta e la possibilità di promuovere attività legate al turismo enogastronomico.
  • La protezione delle Ig
    La tutela online e nel sistema dei domini diventa d’ufficio, grazie a un sistema che blocca l’accesso ai contenuti evocativi di una Ig. Merito di un alert system sviluppato dall’Euipo (l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, incaricato di gestire i marchi, i disegni e modelli dell'UE). Inoltre, l’etichetta dei prodotti Dop e Igp dovrà includere il nome del produttore. Vincoli più stringenti anche per l’utilizzo delle Ig come ingredienti. I trasformatori dovranno indicare in etichetta la percentuale di prodotto Ig utilizzato, informare in via preventiva i Consorzi dell’intenzione di impiegarlo e attendere la loro conferma. Infine, sono state eliminate le falle di sistema che hanno favorito l’abuso della reputazione delle Ig: l’aceto balsamico sloveno o cipriota e il Prosek croato sono tra i casi più recenti. 
  • La semplificazione
    È un altro risultato ottenuto dalla riforma e riguarda le procedure amministrative, con particolare riferimento alle tempistiche per l’esame delle richieste di registrazione e modifica dei disciplinari.
  • La sostenibilità
    Ai consorzi spetterà di elaborare, all’inizio su base volontaria, un rapporto che ne illustri le attività in termini di sostenibilità economica, sociale e ambientale, oltre che di rispetto del benessere animale.

Ottenuto il disco verde dal Parlamento europeo, la riforma entrerà in vigore ad aprile 2024, dopo l’adozione formale da parte del Consiglio e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’UE.

A cura di Leonardo Rastelli

Per approfondire, visita il sito del Parlamento europeo