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Parmalat ridisegna i flussi dello yogurt

Trasformare la cessione di un ramo d’azienda in un’occasione per la revisione del network distributivo, ottimizzare le consegne, ridurre il numero dei viaggi, i chilometri percorsi. E le emissioni di CO2

Nel 2021 in seguito alla cessione del ramo aziendale “yogurt” a LNPF, joint venture internazionale cui partecipa Lactalis, Parmalat si è interrogata sulla revisione del proprio network distributivo operante su tre linee principali: ambiente (UHT), freschi (yogurt) e freschissimi (latte pastorizzato). 

Nello scenario di partenza, la consegna era effettuata direttamente dal sito produttivo di Collecchio verso i diversi depositi Parmalat distribuiti sul territorio nazionale.

Figura1_Parmalat.pngFigura 1 – Parmalat: lo scenario di partenza nella consegna degli yogurt

Con la perdita dei volumi seguita alla cessione, sono state create due aree di stock per lo yogurt presso gli stabilimenti produttivi già esistenti di Albano Sant’Alessandro in provincia di Bergamo e Piana di Monte Verna in provincia di Caserta. Da questi stabilimenti la distribuzione dello yogurt verso i depositi Parmalat è stata integrata con le tratte esistenti del network “freschissimi”.

Figura2_Parmalat.pngFigura 2 – Parmalat: i nuovi flussi di consegna degli yogurt

Le tratte di distribuzione dello yogurt sono state, quindi, ridotte a due principali esistenti (Collecchio-Albano Sant’Alessandro e Collecchio-Piana di Monte Verna) invece delle sei inizialmente previste. La saturazione dei mezzi operanti è stata aumentata del 20% circa per soddisfare le nuove esigenze distributive, mentre i viaggi complessivi si sono ridotti considerevolmente. Per quanto riguarda il network “freschissimi”, le tratte non hanno subito modifiche, sono stati, però, incrementati la saturazione dei mezzi (+ circa 10%) e, in misura minima, il numero di viaggi annui per permettere l’integrazione della distribuzione dello yogurt.

Grazie alla revisione delle tratte distributive e alla modifica delle frequenze di approvvigionamento, l’obiettivo è stato quello di consolidare ove possibile i flussi ed ottimizzare la saturazione dei mezzi, il livello di servizio e l’efficienza in ottica del “flusso teso”.

La revisione del network distributivo ha comportato complessivamente una diminuzione del 13% dei viaggi e del 31% della percorrenza annua con un risparmio di 274.576 chilometri. Questo si è tradotto in una riduzione del 27 % delle emissioni di CO2e WtW.

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