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Cresce la domanda di tracciabilità nelle filiere agroalimentari

In un settore che si sta avvicinando in modo sempre più convinto al digitale, c’è sempre più consapevolezza dei benefici che derivano dall’adozione di soluzioni innovative che consentono di rispondere alle sfide climatiche e alle nuove esigenze dei consumatori. I dati dell’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano

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L'indagine annuale condotta dall'Osservatorio Smart Agrifood - di cui GS1 Italy è partner - della School of Management del Politecnico di Milano e dal Laboratorio RISE (Research & Innovation for Smart Enterprises) dell’Università degli Studi di Brescia, ha messo in luce una realtà complessa e in rapida evoluzione per il settore agroalimentare italiano.
Un settore che l'ultimo anno ha affrontato sfide climatiche senza precedenti, tra cui temperature primaverili insolitamente basse, ondate di calore estivo e eventi alluvionali estremi.
Messo alla prova dagli evidenti effetti dei cambiamenti climatici, il settore ha risposto con un vigore rinnovato e con risultati davvero al di sopra delle aspettative: l’agroalimentare italiano ha infatti raggiunto a fine 2023 un valore complessivo di 2,5 miliardi di euro, con una crescita del 19% rispetto all’anno precedente.

Imprese agricole resilienti grazie al digitale

Un risultato importante non solo per i numeri assoluti, ma soprattutto perché riflette la resilienza e l'adattabilità delle imprese agricole italiane di fronte agli scenari avversi e la loro capacità di indirizzare le strategie di investimento verso iniziative sempre più orientate all’innovazione.
Mai come lo scorso anno, l'innovazione digitale si è affermata come elemento chiave per incrementare la sostenibilità, l'efficienza e la competitività del settore.
I numeri dell’Osservatorio parlano chiaro: da un lato si assiste alla riduzione degli investimenti in macchinari connessi e sistemi di controllo, che avevano caratterizzato gli anni precedenti, dall’altro emerge un sempre più convinto interesse verso l’adozione e l’implementazione di soluzioni software avanzate, in grado di interconnettere l'hardware e offrire analisi dati sofisticate.
Nuovi bisogni, dunque, che il mercato cerca di soddisfare con un’offerta sempre più ricca e articolata: software gestionali aziendali; sistemi per il monitoraggio e controllo di macchine, attrezzature, terreni e coltivazioni; Decision Support Systems (DSS), ovvero strumenti a supporto dei processi decisionali; tecnologie basate su dati satellitari per la mappatura delle aree coltivate; ecc.
Tutto contribuisce a delineare un futuro in cui tecnologia e agricoltura si fondono in una sinergia senza precedenti.

Chi investe in digitale

Dall’analisi dell’Osservatorio emerge che nel 2023 il comparto agrifood italiano ha dato importanti segnali di progressiva digitalizzazione, soprattutto tra quelle aziende che negli anni precedenti avevano già avviato percorsi innovazione digitale.
Chi ha investito in precedenza è oggi maggiormente incline a intensificare ulteriormente i propri investimenti.
Soprattutto, sottolinea l’Osservatorio, cresce la consapevolezza rispetto all'importanza dell'analisi dei dati, con un conseguente interesse verso soluzioni adatte a questo scopo.
Va detto, al di là dell’ottimismo generato dai numeri, che al momento solo l'8% delle aziende agricole esaminate risulta essere in uno stato di maturità digitale avanzata: circa la metà delle aziende è ancora in fase di transizione, mentre il 42% appare statico o comunque in ritardo.
Non è un caso che Andrea Bacchetti, direttore dell'Osservatorio, rimarchi la necessità di sviluppare competenze specifiche per promuovere un'adozione più estesa delle soluzioni digitali nel settore agricolo: servono maggiori conoscenze tecniche legate alle nuove tecnologie digitali e nuove figure professionali che facilitino l'incontro tra la domanda delle aziende agricole e l'offerta dei provider tecnologici.

Cresce l’attenzione su trasparenza e impatto ambientale

Ci sono due aspetti sui quali l’Osservatorio ha voluto accendere un riflettore: cosa sta succedendo sul fronte della tracciabilità alimentare e come si stanno muovendo le imprese del comparto sulle tematiche legate al carbon farming.

La tracciabilità alimentare

Le imprese del comparto vogliono assicurare al consumatore finale trasparenza riguardo alla qualità, all'origine e ai metodi di produzione dei prodotti alimentari.
Non è un caso che anche il numero di soluzioni disponibili sul mercato sia in crescita significativa: l’Osservatorio ne censisce 225, con un incremento del 22% rispetto all’anno precedente.
Parallelamente, si sta consolidando un legame sempre più stretto tra la tracciabilità dei prodotti e il loro impatto sulla sostenibilità ambientale: la tracciabilità diventa così fondamentale non solo per garantire trasparenza e sicurezza alimentare, ma anche per promuovere pratiche di produzione sostenibili.
Le tecnologie che abilitano la digitalizzazione della tracciabilità alimentare includono Internet of Things e mobile app, seguite dal cloud e dalle tecnologie blockchain & distributed ledger.

Figura1_SmartAgrifood23.jpgFigura 1 - Le tecnologie che abilitano le soluzioni di tracciabilitàFonte: School of Management del Politecnico di Milano e Laboratorio RISE dell’Università degli Studi di Brescia “Osservatorio Smart AgriFood” 2023 Base: 225 soluzioni digitali per la tracciabilità alimentare, una soluzione può includere più tecnologie

Nonostante si tratti di tecnologie trasversali, che trovano ampio utilizzo in numerosi settori produttivi, l’Osservatorio sottolinea la crescita di soluzioni specificamente progettate per il settore agricolo, che comprendono anche funzionalità per valorizzare i dati provenienti direttamente dal campo, dalle pratiche agricole e dai macchinari utilizzati. Questo orientamento risponde all'esigenza crescente di una completa integrazione dei dati, dalla fase di coltivazione fino al consumatore finale, puntando a una vera e propria convergenza tra le informazioni di campo e le aspettative dei consumatori, verso un modello di agricoltura sempre più connesso e trasparente.

Il carbon farming

Si tratta di una pratica fondamentale per mitigare l'impatto ambientale del settore, attraverso il sequestro e lo stoccaggio del carbonio nei terreni e nelle biomasse, oltre alla riduzione delle emissioni.
Il digitale svolge un ruolo cruciale nel sostenere le diverse fasi del carbon farming, in particolare per il monitoraggio, la rendicontazione e la verifica del carbonio sequestrato attraverso software gestionali, strumenti per l'analisi di dati e big data, sistemi di mappatura basati su immagini e dati satellitari, soluzioni che sfruttano l'intelligenza artificiale e il machine learning.
La sua diffusione è comunque ancora agli albori, anche a causa di una limitata conoscenza delle pratiche e l'elevato costo di realizzazione dei progetti.

A cura di Maria Teresa della Mura