08. Dove lo butto? La app di Nestlé che insegna a differenziare gli imballaggi

Grazie a un sistema di geolocalizzazione, dà le indicazioni in base alle regole del Comune in cui si trova chi la utilizza

Continua il nostro viaggio tra le case history delle aziende che hanno utilizzato Circol-UP, il tool di misurazione della circolarità di GS1 Italy.

Nel perseguimento di un modello di economia circolare sui beni del largo consumo, la raccolta differenziata dei rifiuti domestici rappresenta un tassello importante.

«Dove lo butto?». A questa domanda, che tanti consumatori si pongono di fronte a un packaging da differenziare, il Gruppo Nestlé ha voluto fornire delle risposte realizzando una piattaforma digitale dove trovare le indicazioni giuste per un corretto smaltimento, a seconda delle regole vigenti nel Comune italiano in cui ci si trova.

Dove lo butto? è anche il nome della app, scaricabile gratuitamente, che riconosce il prodotto tramite la scansione del codice a barre GS1 e che è pensata per essere utilizzata con qualsiasi referenza, non solo con quelle Nestlè.

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A contribuire a una corretta gestione del fine vita degli imballaggi sono infatti chiamate tutte le aziende che devono indicare al consumatore le informazioni utili, come richiesto dalla direttiva UE 2018/852 relativa agli imballaggi e ai rifiuti da imballaggio recepita in Italia dal D.lgs. 116/2020. Nel nostro paese però le regole per la gestione dei rifiuti presentano delle differenze da Comune a Comune, proprio per questo uno degli aspetti più innovativi della app è il rimando, attraverso un sistema di geolocalizzazione, alla normativa del luogo in cui si trova l’utilizzatore: tutto questo ha richiesto la raccolta manuale dei dati dai vari siti dei Comuni italiani, realizzata con la collaborazione di Althesys.

Per favorire la sensibilizzazione dei consumatori ai temi della sostenibilità, Dove lo butto offre anche consigli su come si può contribuire a ridurre l’impatto ambientale e, grazie alla collaborazione con Too Good To Go, contribuisce al contrasto dello spreco alimentare introducendo l’etichetta consapevole, strumento che permette di interpretare meglio il significato del termine minimo di conservazione (TMC), ovvero la data in cui il prodotto alimentare conserva le sue caratteristiche in condizioni ottimali di conservazione.

«La piattaforma è uno strumento dinamico, in continuo cambiamento e adattamento. Non è un progetto a scadenza. Inoltre, essendo una soluzione digitale è anche coerente con la sostenibilità e permette un aggiornamento “Waste-free”», conclude Marta Schiraldi, SHE & sustainability manager del Gruppo Nestlé in Italia.

A cura di Jessika Pini

Continua a leggere il dossier, vai al capitolo 09. Bauli ottimizza i flussi di trasporto

Scopri il tool Circol-UP e scarica gratuitamente la pubblicazione “Stato dell’arte dell’economia circolare nelle aziende del largo consumo” dal sito di GS1 Italy.