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La marcia dei pagamenti digitali non si ferma

La crisi da Coronavirus non consente all’Osservatorio Innovative payments di fare previsioni ma gli italiani pensano che i pagamenti senza contante faranno sempre più parte della quotidianità

PagamentiInnovativi_RId.jpgNel quadro della costante crescita dei pagamenti con carta in Italia (270 miliardi di euro nel 2019, +11%) si consolida sempre di più il ruolo del mobile payment come traino dei pagamenti digitali innovativi in Italia, che assommano a 3,1 miliardi di euro (+109% rispetto al 2018), anche se l’Italia è ferma al 23esimo posto in Europa per pagamenti senza contanti.

E nel cambiamento dello scenario imposto dall’emergenza Coronavirus si colgono ulteriori elementi di possibili sviluppi, al netto della caduta dei consumi di questi mesi e delle fosche nubi sul proseguimento dell’anno. La presentazione streaming dell’Osservatorio Innovative payments della School of Management del Politecnico di Milano si è dipanata tra i risultati della ricerca e i possibili scenari futuri in quella che viene ormai definita Coronavirus driven disruption, a significare che molte cose cambieranno.

A partire dal fatto che in questi mesi si sta biforcando il percorso tra le due categorie di pagamenti, quelli a distanza in crescita, quelli di prossimità in rallentamento temporaneo, come ha ben spiegato Umberto Bertelé, cofondatore e chairman degli Osservatori digital innovation, con alcune precisazioni: «La crescita dell’e-commerce, almeno nell’alimentare, c’è, ma si registra una difficoltà crescente di supply chain fragili, gli e-payment si usano percentualmente di più, ma nella rivoluzione dei consumi in atto calano nei numeri assoluti. Tuttavia la crisi non potrà che accelerare l’innovazione nei pagamenti in misura tanto più rilevante quanto maggiori saranno i cambiamenti indotti negli assetti esistenti. Inoltre più la crisi si protrarrà nel tempo, più la differenza di tenuta delle diverse imprese - sul piano della liquidità - impatterà sul livello di concentrazione anche nell’ambito dei pagamenti innovativi con le “big tech” che potrebbero ulteriormente rafforzare le loro posizioni. Infine la collaborazione, che appare essere un elemento caratterizzante di molte delle iniziative avviate o in fase di decollo, presumibilmente crescerà, ma con rapporti di forza fra i partner che potranno essere molto diversi a seconda dei casi e dell’evoluzione del contesto».

Ma veniamo agli aspetti salienti del 2019. L’utilizzo dei pagamenti con carta (i 270 miliardi euro sono generati da 5 miliardi di transazioni) è legato sempre più ad acquisti quotidiani come dimostrano la crescita delle transazioni pro capite (83 nel 2019 rispetto alle 71 dell’anno precedente, +17%) e il calo del valore medio di ognuna, intorno ai 53,7 € (circa 3 € in meno rispetto al 2018). E tra i pagamenti con carta, continua a crescere il contactless, arrivato a 63 miliardi di euro (nel 2018 era 40,5 miliardi di euro) con circa 1,5 miliardi di transazioni nel 2019 (+67% rispetto al 2018). «Lo scontrino medio di 42€, in diminuzione rispetto ai 45€ dello scorso anno – spiega Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio Innovative payments – dimostra che la crescita del contactless non è solo una cannibalizzazione dei pagamenti con carta tradizionali, ma anche una sostituzione dei pagamenti di minore importo, solitamente effettuati in contante». L’aumento dell’importo che non richiede l’immissione del Pin è stato evocato da diversi operatori nel corso della tavola rotonda e ciò potrebbe contribuire a una maggiore diffusione dell’utilizzo della carta contactless.

Figura 1 – I pagamenti digitali in Italia

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Fonte: School of management Politecnico di Milano “Osservatorio Innovative payments” 2020

Altro aspetto rilevante è che nell’e-commerce, 30,3 miliardi di euro sono pagati con carte o wallet e lo smartphone sta trainando sempre più la crescita: il mobile commerce vale ormai il 40% del totale mercato e-commerce (era il 34% nel 2018) cioè 12 miliardi di euro nel 2019, in crescita del 33%.

Lo smartphone e i pagamenti digitali innovativi

Ma l’elemento di maggior spicco è che i pagamenti digitali innovativi (quelli via smartphone e wearable) crescono del 109% e si attestano a 3,1 miliardi di euro.

Tra questi l’Osservatorio propone alcune distinzioni. I pagamenti attivati da smartphone (mobile payment) in negozio raggiungono quota 1,83 miliardi di euro (+244%), coinvolgono 3 milioni di utenti per una spesa media di 600 euro con 58 milioni di transazioni e uno scontrino medio di 31 euro.

Fuori dai punti vendita fisico (in remoto) i pagamenti con smartphone sfiorano quota 1,24 miliardi di euro (+29%). Tra questi il pagamento di ricariche telefoniche rimane la componente di maggior peso, con circa 590 milioni di euro, segue il pagamento di servizi legati alla mobilità che supera i 325 milioni di euro (+57%). Infine, cresce anche il pagamento di bollette e bollettini (205 milioni di euro, +33%) grazie, soprattutto, all’introduzione di servizi per il pagamento di importi dovuti alla pubblica amministrazione.

Figura 2 – I pagamenti innovativi in negozio e fuori

Fig. 2 - I pagamenti innovativi in negzio e fuori dal negozio-1 copia.jpg

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Fonte: School of management Politecnico di Milano “Osservatorio Innovative payments” 2020

In un contesto di un generale allargamento dell’abitudine agli strumenti digitali su tutte le fasce di età, lo smartphone conferma di essere diventato uno degli strumenti preferiti dagli utenti in tutti i campi del mondo finanziario e transazionale, dal banking, all’e-commerce, fino ai pagamenti nelle sue varie forme.

Secondo lo studio effettuato da Kantar in partnership con l’Osservatorio, per comprendere atteggiamenti e abitudini di utilizzo dello smartphone emerge che gli utenti di internet sono sempre più propensi ai pagamenti digitali. Ogni utente di internet in Italia, infatti, possiede mediamente oltre 2 carte di pagamento (2,3); il 94% possiede uno smartphone, che nel 74% dei casi utilizza anche per fare pagamenti e che per il 40% è abilitato ai pagamenti contactless Nfc.

«Le carte di credito, che dopo i contanti sono lo strumento di pagamento più utilizzato in Italia, continuano a diffondersi e vengono utilizzate sia per gli acquisti nei negozi tradizionali sia per i pagamenti online e per l’e-commerce. E il nuovo contesto di emergenza sta portando a un utilizzo ancora più importante, come confermato dal nostro studio, Covid19 Barometer: il 55% oggi preferisce l’utilizzo negli store fisici di pagamenti elettronici rispetto ai contanti e tra questi consumatori il 76% pensa che continuerà a preferirli anche in futuro», afferma Flora Bova, client manager, Insights Division-Kantar. E prosegue: «Registriamo un consolidamento del mobile payment, a distanza di oltre 10 anni dalle prime sperimentazioni. Di fatto i pagamenti da smartphone stanno gradualmente entrando nella nostra quotidianità».

Anche le modalità di accettazione dei pagamenti digitali si innovano. Sono 2,17 milioni i terminali Pos attivi in Italia, di cui il 90% ormai abilitato al contactless. Gli smart Pos sono già 15 mila e veicolano transazioni per 1,1 miliardi di euro, mentre i mobile Pos sono 280 mila (+50%). In fase di test sono le soluzioni soft Pos e tap on phone per i pagamenti contactless direttamente dallo smartphone.

I pagamenti che verranno

Ma il mondo dei pagamenti digitali è in fermento e lo studio Kantar evidenzia che il 67% degli italiani digitalizzati possiede almeno un oggetto smart (oltre a smartphone, wearable o smart home speaker), vale a dire oggetti connessi a Internet che possono essere controllati a distanza da smartphone o tablet.

In prevalenza si tratta della smart TV (52%), in misura minore altri dispositivi di domotica (luci di casa, termostato, climatizzatore, sistemi audio, ecc....) e, infine, elettrodomestici connessi (10%) e auto connesse (10%).

Per quanto riguarda invece i wearable, il 32% degli intervistati dichiara di possedere un oggetto che rientra in questa categoria: in particolare il 15% dice di avere uno smartwatch, il 14% un fitness tracker. Un discorso diverso meritano gli assistenti vocali: il 92% li conosce, mentre il 65% ha interagito con almeno uno negli ultimi 6 mesi in prevalenza da smartphone rispetto a quello su smart home speaker.

«I dati sulla propensione e l’interesse futuro degli italiani – riprende Bova – verso i pagamenti innovativi sembrano incoraggianti e aprono a nuove opportunità per lo sviluppo dei pagamenti senza contante. Lo smartphone avrà certamente un ruolo centrale e continuerà a trainare la crescita dei pagamenti innovativi, con uno spazio crescente per i wearable, la smart TV (magari per acquistare un abbonamento a un servizio di streaming o un contenuto video), la smart car che consentirà di pagare i rifornimenti di carburante direttamente dal cruscotto o lo smart fridge per fare la spesa da un frigorifero intelligente. Sono tuttavia i wearable, quelli più usati per i pagamenti: un quarto di chi li possiede ha già effettuato un pagamento contactless e il 53% del campione si dichiara propenso a utilizzarli per pagare nel 2020».

Più proiettati nel tempo sono i pagamenti invisibili, in grado di evitare il classico passaggio alla cassa in negozio utilizzando telecamere per il riconoscimento facciale o autorizzando le transazioni con altri parametri biometrici (come l’impronta digitale), come Amazon Go e Pass Pay, il sistema che Conad sta testando in alcuni suoi punti vendita. «Le difficoltà maggiori – sostiene Ivano Asaro, direttore Osservatorio Innovative payments – oltre alla necessità di costruire una nuova infrastruttura di lettori, sono da imputare anche a problematiche di privacy e di sicurezza dei dati sensibili utilizzati, ma si sta già lavorando per creare standard nazionali ed internazionali che abilitino queste tipologie di pagamento».

A cura di Fabrizio Gomarasca @gomafab