economia

L'imperativo è tornare a crescere

l'opinione di

Nel mondo, pur tra segnali contradditori, sembra essersi avviato un percorso di ripresa. Ne traggono maggior vantaggio quei paesi e quelle imprese che hanno posto al centro la competitività e non hanno rinunciato, anche nei periodi più critici, a scommettere sulla crescita.
Purtroppo l’economia italiana appare più lenta, meno pronta a cogliere le potenzialità di sviluppo, anche a causa di quei nodi irrisolti – a cominciare dal debito pubblico e dalle mancate liberalizzazioni - che erodono la competitività del nostro sistema.
Nei settori in cui operano le aziende associate IBC, il 2010 si caratterizza per il ristagno dei consumi e le previsioni più aggiornate parlano di crescita zero per il 2011.
Siamo quindi di fronte ad una prolungata stagnazione dei consumi, con intere filiere in sofferenza; ne conseguono criticità per i Produttori e i Distributori che quest’anno, per la prima volta, vedono risultati di vendita negativi sia a parità sia con lo sviluppo rete.
Tutte le analisi convergono nel sostenere che il nostro settore uscirà radicalmente trasformato negli assetti e nei protagonisti, nelle regole competitive e nelle condotte imprenditoriali: abbiamo perciò ritenuto opportuno prendere atto delle criticità e guardare alle potenzialità ancora inespresse per contribuire ad indirizzarle verso percorsi di sviluppo e crescita
In questa prospettiva, il rilancio della domanda interna è una priorità non solo per le singole imprese ma per tutto il sistema economico.

Abbiamo perciò valutato che il progetto di Sostegno ai consumi sviluppato in Indicod-Ecr, in collaborazione con il Boston Consulting Group, possa essere uno strumento per ricapitolare le diverse opzioni di politica dei consumi.
Le evidenze dello studio, trasmesse alle Autorità Pubbliche, potrebbero contribuire a proporre per la prima volta tutta la filiera del Largo Consumo (Industria e Distribuzione coordinate) quale interlocutore delle Istituzioni e dei poteri pubblici su temi cruciali per il futuro del paese.
Tuttavia, riteniamo che occorra una attenta valutazione dei tempi e dei modi con cui presentare queste proposte ai decisori pubblici, proprio in ragione della particolare delicatezza del momento politico.

Ancora una volta dunque, da imprenditori e manager ci troviamo in prima linea a sostenere l’economia del paese e le ragioni della crescita.
Siamo abituati ad assumerci responsabilità e rischi e siamo dunque protagonisti, attraverso la conferma dei nostri investimenti soprattutto in innovazione e comunicazione, di politiche che possano riattivare la domanda e rilanciare i consumi.
In questa direzione, si muovono anche i lavori sviluppati dalle nostre Associazioni.
Infatti, Ibc - in collaborazione con Centromarca e nell’ambito di Indicod-Ecr - è impegnata a promuovere e monitorare, sulla base delle indicazioni provenienti dall’Accordo per la Corsia Preferenziale per l’innovazione, le best practice per il lancio di prodotti.
Una seconda linea di interventi riguarda la creazione di valore, intesa come capacità della filiera Industria-Distribuzione di mettere a punto un mix di offerta, di prodotti e di servizi commerciali, sempre più sintonizzato con le necessità ed i desideri di consumatori esigenti, esperti e sofisticati.
Guardiamo a questi sviluppi in maniera positiva, senza peraltro sottovalutare che in passato il grado di implementazione di analoghi progetti è stato solo parzialmente soddisfacente.
Tuttavia, questa volta, abbiamo registrato con piacere una nuova determinazione della Gdo ed auspichiamo quindi che si possa proseguire con decisione ed efficacia.

Sempre sul piano del dialogo con la Distribuzione in ambito Indicod-Ecr, abbiamo rimesso nell’agenda dei lavori congiunti con il Trade la questione della Gestione Amministrativa della Relazione Commerciale (GARC).
Credo che tutti ricordino che le indicazioni di quell’accordo sono state recepite integralmente in una circolare delle Agenzia delle Entrate che ha facilitato la corretta imputazione fiscale delle diverse poste di cooperazione commerciale.
Permangono tuttavia aspetti di non completa implementazione di queste linee guida da parte di alcuni operatori del Trade, con la conseguenza di oneri economici e rischi giuridici per le imprese industriali: ringrazio il VicePresidente Filippo Meroni che ha portato la questione al Direttivo Indicod-Ecr, ottenendo l’impegno del Presidente Giuseppe Brambilla di Civesio ad intervenire affinchè le aziende commerciali ancora inadempienti siano responsabilizzate al rispetto di quanto previsto dalla Circolare.
Ma il risultato che riteniamo più importante riguarda il tema degli aumenti che negli ultimi mesi hanno riguardato alcune materie prime alimentari.
Infatti, la delegazione industriale in Indicod-Ecr ha condiviso con la Distribuzione l’opportunità di evitare situazioni critiche come quelle verificatesi due anni fa quando interventi stampa di singoli distributori avevano stigmatizzato l’aumento dei prezzi ed indicato addirittura nominativamente imprese industriali ritenute artefici di presunti “aumenti ingiustificati”.

Questa volta, invece, è prevalsa la convinzione che una adeguata informazione possa evitare che ansia e preoccupazione dei consumatori per un’inflazione attesa deprimano ulteriormente il tenore dei consumi.
La comunicazione dovrebbe riguardare il comportamento virtuoso del Largo Consumo in tema prezzi e mettere in luce che siamo in presenza di fenomeni esterni al Largo Consumo che potrebbero determinare tensioni sui prezzi al pubblico.
Tutto questo non esaurisce le nostre iniziative in tema di Relazione Industria-Distribuzione.
A questo proposito, desidero innanzitutto ricordare i nostri interventi in tema di termini di pagamento, in relazione soprattutto all’allungamento dei tempi di taluni distributori ed ai rischi di solvibilità di alcuni operatori della Distribuzione.
Abbiamo apprezzato l’ampia attività che Centromarca ha sviluppato sui principali mezzi di informazione e nei rapporti con i singoli distributori per ridurre i ritardi nei pagamenti.
Oltre all’evidenza di una sensibile riduzione dei ritardi, ci sembra rilevante che, a più riprese, i distributori che pagano con puntualità abbiano convenuto che l’allungamento unilaterale dei termini contrattuali distorce la concorrenza e sia da evitare.
Non sottovalutiamo, inoltre, la crescente sofferenza - soprattutto da parte delle imprese di minore dimensione – determinata dal disequilibrio nel rapporto con le imprese della Distribuzione Moderna.

È una disparità che si verifica in tutti le nazioni sviluppate; senza evidenza di rimedi efficaci se si guarda alle esperienze dei paesi ove si è provato a riequilibrare la relazione.
In Italia, sulla base delle informazioni che abbiamo disponibili, la lunga trattativa di Federalimentare con le associazioni del commercio moderno in funzione di un codice di autodisciplina non ha prodotto risultati significativi.
Peraltro abbiamo registrato con interesse, negli ultimi mesi, notevoli progressi nelle Istituzioni Comunitarie, ove diverse iniziative tra loro complementari - del Parlamento Europeo e di due Direzioni Generali della Commissione – convergono verso interventi a favore di una maggiore correttezza e trasparenza della relazione nella forma di un Codice di Condotta con enforcement pubblico.

La nostra valutazione è che questi sviluppi possano andare nella direzione di un’Autodisciplina seria, rigorosa, di generale applicazione.
Tuttavia, di fronte alle notevoli difficoltà di molte delle imprese associate, non desistiamo dal nostro impegno di ricercare rimedi efficaci per quelle pratiche che, alla luce della congiuntura economica così grave, possono pregiudicare la sopravvivenza stessa delle aziende minori. In funzione di questo obiettivo, lavoreremo anche con un gruppo ad hoc.
L’ambizione che condividiamo è di contribuire a ristabilire le condizioni di sviluppo per il nostro comparto e per le nostre aziende.
Abbiamo di fronte compiti gravosi, servono scelte giuste e tempi rapidi, ma tornare a crescere è un imperativo per tutti.

*Presidente IBC - Sintesi del discorso all’Assemblea Annuale, svoltasi giovedì 18 novembre 2010